20 agosto 2019
Aggiornato 22:00
Processo breve

I parenti delle vittime delle stragi in piazza durante il voto

Vendola: «Con noi a Montecitorio centinaia per guardarli in faccia»

ROMA - Oggi, di fronte al Parlamento, durante le votazioni finali sul processo breve, in piazza Montecitorio ci saranno «centinaia e centinaia di parenti di vittime di tanti delitti e stragi» che «guarderanno il luogo delle Istituzioni e della democrazia». Ed £i loro occhi saranno un giudice implacabile nei confronti di una classe dirigente corrotta che chiede per se stessa impunità». Lo ha annunciato il leader di Sel Niki Vendola, in vista delle manifestazioni di piazza in concomitanza con il primo sì parlamentare alla prescrizione abbreviata.

«E' un eufemismo - ha detto ancora Vendola - parlare di riforma della giustizia. Il Parlamento è impegnato nella costruzione di una gigantesca prepotenza che è quella di sottrarre il premier Berlusconi al dibattimento del caso Mills. Siamo di fronte al rischio di mandare in fumo processi importanti che vedono un pezzo d'Italia, tutto il Paese, in attesa di conoscere la verità. Oggi il Parlamento vuole portare a compimento un delitto che è quello di sancire il principio di diseguaglianza, cioè che chi è più ricco e potente non deve essere sottoposto al controllo di legalità che invece resta appannaggio dei ceti popolari e dei poveri cristi'. Credo sia insopportabile, che non si voglia un processo breve ma il processo brevissimo e anzi nessun processo».
«La riforma - ha detto ancora il leader di Sel - non serve a cambiare la giustizia per tutti i cittadini: i processi sono lunghissimi ed estenuanti perché ancora oggi non sono investite risorse fondamentali per il funzionamento della macchina di giustizia. Rischiamo insomma di guadagnare un nuovo '800: l'epoca di un doppio codice per i galantuomini, che sono i ricchi e potenti e sono sempre innocenti, e quello dei briganti, che sono i poveri cristi che come si sa sono sempre colpevoli. E' giusto ribellarsi a questa barbarie culturale».