23 agosto 2019
Aggiornato 02:30
Per il primo si alla legge sul processo breve

La Camera allo sprint finale dopo la maratona notturna

Il Ministro Alfano: «Impatto minimo su processi». La replica delle Opposizioni: «Dunque ad personam»

ROMA - Sprint finale alla Camera per il primo si parlamentare della legga sul processo breve, ormai sostanzialmente ridotta alla norma sulla prescrizione abbreviata per gli incensurati di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrà avvalersi nel processo Mills. Dopo una maratona notturna, per l'aula di Montecitorio oggi è di nuovo no stop fino alle 20, quando, minuto più o minuto meno, l'aula arriverà al voto finale. Con probabile assenza dall'aula delle opposizioni che meditano di non prendere parte al voto per inchiodare ogni deputato, ministro e forse lo stesso Premier al proprio seggio per votare, approvare e prendersi per intero la responsabilità della norma.
Un rischio, quello dei numeri, ben presente a centrodestra e Governo che anche oggi ha convocato una riunione del Consiglio dei ministri ad orario predefinito (una sola ora, in concomitanza con la pausa pranzo nelle votazioni) addirittura a Montecitorio e non a palazzo Chigi.

SCONTRO ASPRO - Nell'aula di Montecitorio lo scontro fra maggioranza e ministro Alfano da una parte ed opposizioni dall'altro è stato aspro. Il gruppo Pd, i leader da Bersani a D'Alema, da Veltroni a Fioroni a Franceschini, hanno preso la parola per leggere un articolo della Costituzione. Italia dei Valori, Di Pietro in testa, ha citato uno per uno i processi gravi e importanti di cui la prescrizione abbreviata potrà decretare la fine senza arrivare a sentenza. Una lista sconfinata di processi importanti contestata duramente dal ministro Alfano che ha appositamente preso la parola in aula: In Italia - ha assicurato - si prescrivono ogni anno 170mila procedimenti penali, cioè 466 al giorno e l'impatto di questa norma è legato a due circostanze: riguarderebbe solo i processi in primo grado che sono stati 125mila nel 2009 e solo gli incensurati che sono il 55% sul totale dei condannati. Quindi i processi penali a rischio diventano circa lo 0,2% mentre ogni anno si prescrivono in media il 5% dei procedimenti penali aperti».

«LEGGE AD PERSONAM» - Immediata la replica dai banchi delle opposizioni: se davvero fosse così, sarebbe la prova che quella che la Camera si appresta a votare è una legge che serve ad una sola persona, Silvio Berlusconi. «Se l'impatto della norma è così modesto, perchè la maggioranza sta bloccando il Parlamento da settimane per una cosa del tutto inutile o utile solo a qualcuno, come teorizza l'opposizione, e non ai cittadini italiani?», ha chiesto in aula per tutti Pier Ferdinando Casini, senza ottenere risposta dai banchi dell'esecutivo.

MAIL BOMBING - Per il voto finale di oggi si prepara a tornare anche la mobilitazione della piazza. Dalle 15 appuntamento dei viola a Montecitorio, dalle 18 manifestazione a piazza del Pantheon. L'antipasto sono state le mail bombing inviate ieri a tutti i deputati: bombardamento di mail ai loro indirizzi di posta elettronica con l'invito a «non renderti complice» dell'approvazione di una legge che non manderà a sentenza tutti i processi che alla mail stessa sono stati allegati.