12 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
In aula alla Camera

Processo breve, riparte l'ostruzionismo

Il Pdl avverte i Deputati: pronti alla battaglia fino a venerdì

ROMA - I volti, i nomi, i numeri della 'giustizia negata': sarà questa l'arma che oggi e domani i deputati del Pd utilizzeranno nell'aula della Camera per rilanciare l'allarme «amnistia» contenuto nella risoluzione votata la settimana scorsa dal Csm e mettere pubblicamente in imbarazzo la maggioranza e il Governo durante le votazioni sul processo breve che introduce la prescrizione abbreviata per gli incensurati. L'esame del provvedimento riprende oggi alle 15 ed è prevista una seduta notturna fino a mezzanotte. Il voto finale, dovrebbe arrivare mercoledì, ma il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha scritto ai suoi avvertendoli di tenersi liberi fino a venerdì perché mancando l'intesa con l'opposizione il calendario non è vincolante.

L'ostruzionismo continuerà e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, finora silente sui banchi del Governo, sarà sempre nel mirino dell'opposizione. Al Pd giurano che Roberto Giachetti sta studiando anche gli spazi bianchi tra le righe del regolamento per trovare nuove strategie di guerriglia parlamentare. «Ma loro sono 320», fa notare un parlamentare del terzo polo, «noi bene che vada 300. Certo, se fanno qualche sciocchezza...».

Il mandato che i parlamentari di centrodestra hanno ricevuto dal presidente del Consiglio e dalla odierna lettera di Cicchitto è quello di non rispondere alle provocazioni: prima Ignazio La Russa e poi Massimo Corsaro, a turno protagonisti della bagarre alla Camera, hanno dovuto subire le reprimende del presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi ha raccomandato silenzio e profilo basso a tutti i suoi, racconta chi ci ha parlato, in modo da incassare al più presto e con meno clamore possibile il risultato dell'approvazione della nuova legge (che dovrà ripassare dal Senato prima di poter dispiegare i suoi effetti, a partire dal processo Mills nel quale il premier è imputato per corruzione).