31 ottobre 2020
Aggiornato 19:30
Senato

Tedesco: Non mi dimetto ma non intralcio la giustizia

«Il sì al mio arresto è una scelta lineare del Pd: i politici sono come gli altri»

ROMA - «Non ritengo di dovermi dimettere perché dimettendomi darei ragione a chi sostiene che la mia condizione di senatore mi metta nelle condizioni di reiterare il reato. Sono in Senato perché eletto. E ci rimango. Ma non utilizzerò la mia condizione di senatore per intralciare il corso della giustizia». Lo ha affermato il senatore Pd Alberto Tedesco, commentando la decisione della Giunta immunità del Senato di proporre all'aula l'accoglimento della richiesta della magisrtratura di arresto nei suoi confronti, nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo sanità in Puglia.

«Non sono assolutamente sorpreso, anzi avevo auspicato che ci fosse la possibilità di lasciar lavorare la magistratura senza intralci. E sono sicurio che questo primo passaggio sono sicuro - ha commentato Tedesco a 24 Mattino su Radio24 - verrà confermato dall'Aula. Questa mia posizione mi auguro che contribuisca a restituire credibilità alle istituzioni, evitando che si continui a pensare che i politici siano cittadini speciali, al riparo da inconvenienti con la giustizia. E Tedesco ha aggiunto una precisazione.

«Non ho mai detto che mi sento un perseguitato e che capisco Berlusconi (come scrive oggi il Corriere, ndr), anzi ho pregato l'intervistatore (Roncone, ndr) di evitare questa similitudine che non mi appartiene. Io sto cercando di farmi giudicare in un processo, non di evitare un processo».
«Il mio partito - ha detto a difesa del sì all'arresto delle opposizioni nonostante il no proposito da relatore e centrodestra alla giunta- ha avuto un atteggiamento assolutamente lineare. L'unica possibilità che poteva esserci per votare diversamente era il riconoscimento da parte della Giunta del fumus persecutionis dei magistrati. Quando il relatore, il Pdl Balboni, ha escluso questa fattispecie, è evidente che non ci si può sostituire alla magistratura nella valutazione dei fatti. Le battaglie di legalità del Pd sono note a tutti e sono state gestite anche in questa vicenda con coerenza».
L'arresto di un senatore che resta in carica per fatti non di sangue rappresenterà un fatto senza precedenti. C'è sempre una prima volta spero che il Parlamento così volti pagina e decida di collaborare con la giustizia senza offrire scudi particolari ai propri membri», ha commentato Tedesco.

Il senatore del Pd deve rispondere delle accuse di corruzione, concussione, turbativa d'asta e falso per quando era assessore regionale alla Sanità in Puglia. Ma, nel momento stesso in cui si dice pronto all'esterno, ci ha tenuto ha ribadire la propria innocenza. «La magistratura - ha ricordato- in un procedimento che riguardava il governatore Vendola e me ha deciso per l'archiviazione. Su molti degli stessi fatti, nel procedimento che riguardava solo me, si è ritenuto che vi fossero ipotesi di reato. Ecco, questa è un'incongruenza. E'assolutamente sacrosanta l'archiviazione per Vendola perché non sono stati commessi reati ma altrettanto sacrosanta sarebbe l'archiviazione per me».