31 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
Sentato

Giunta riunita su Tedesco. Il relatore: persecuzione non c'è

Ancora incerto l'esito del voto di questa stasera su arresto. Pd: «Emersi fatti nuovi»

ROMA - Nell'inchiesta barese dalla quale è emersa la richiesta di arresto per il senatore Pd Alberto Tedesco «non c'è fumus persecuitonis». E' questa, in estrema sintesi, la ratio che il relatore Pdl Alberto Balboni, porterà alla riunione della Giunta per le immunità del Senato, i cui lavori hanno avuto inizio nel palazzo di Sant'Ivo alla Sapienza, chiamata a formulare la sua proposta per l'aula di palazzo Madama, favorevole o contraria alla richiesta della magistratura pugliese.

«EMERSI FATTI NUOVI» - Al di là delle parole di Balboni, comunque, secondo il capogruppo Pd in Giunta Francesco Sanna, «sono emersi fatti nuovi che potrebbero allungare i tempi». Tedesco ha infatti presentato oggi al Tribunale di Bari affinché un giudice terzo decida se sussistano le motivazioni per la richiesta di arresto sottoscritta dal Gip di Bari Alberto Benedictis. «Da un lato - ha rilevato Sanna- c'è l'istruttoria processuale, dall'altro c'è un atteggiamento politico rispetto all'istituto dell'immunità parlamentare». Il Pd è infatti diviso fra favorevoli e contrari al sì all'arresto di Tedesco. Mentre le parole di Balboni lasciano intendere che la sua proposta punterà nella direzione del sì all'arresto, visto che il fumus persecutionis contestato da Tedesco alla magistratura nella sua costante difesa, non è ritenuto tale dal relatore.
A smussare gli angoli e a sottolineare che i «tempi non saranno brevi» è stato anche il senatore Pd Felice Casson.