29 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Riforma della Giustizia

Ok in commissione su emendamento responsabilità civile toghe

Bongiorno: «Norma punitiva». Costa: «E' difesa corporativa»

ROMA - La commissione Giustizia della Camera ha approvato il parere favorevole all'emendamento presentato dal relatore leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria 2010. Nell'emendamento, che fa riferimento a una procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea contro l'Italia, si sostituisce nella legge sulla responsabilità civile dei giudici che risale al 1988 il criterio del «dolo o colpa grave» con quello della «violazione manifesta del diritto».

Secondo la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno (Fli) si tratta di una norma «punitiva e illogica che ha un carattere evidentemente intimidatorio». In particolare l'esponente finiana contesta il fatto che per l'individuazione della responsabilità civile «devono esserci criteri ben precisi», mentre in questa formulazione «ci si limita a dilatare al massimo la formula in modo talmente ampio che i magistrati non sapranno in quali casi potranno essere chiamati alla responsabilità».

Secondo il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa «oggi abbiamo assistito a una difesa corporativa mai vista, un ostruzionismo dell'opposizione che ha forse un precedente nella scorsa legislatura sull'ordinamento giudiziario». Per Carolina Lussana della Lega la normativa attuale sulla responsabilità civile dei magistrati «rende pressoché impossibile il risarcimento. Sfruttiamo il canale accelerato della legge comunitaria - ha spiegato - anche perché incombe una procedura europea di infrazione. La norma non ha nessun carattere punitivo e non è affatto indeterminata». L'esponente del Carroccio ha spiegato che in ogni caso, nel parere, è stata inserita una osservazione che fa riferimento ai criteri per l'individuazione della responsabilità civile indicati nella sentenza della Corte europea dalla quale nasce la procedura di infrazione.