Bagarre in Senato, l'Aula conferma: Il Premier non riferirà
Polemiche sul mancato intervento di Berlusconi. Lega Nord: «Avanti, anche da soli»
ROMA - Il Senato ha approvato a maggioranza il calendario della settimana in corso, stabilendo che saranno i ministri della Difesa e degli Esteri a riferire in Aula sulla crisi libica. A seguire, verranno poste in votazione le mozioni sulla questione. Prima della votazione, c'è stata a palazzo Madama un po' di bagarre, perchè l'opposizione, con la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, è infatti tornata a chiedere a gran voce che a riferire sulla Libia domani sia il presidente del Consiglio e non i ministri della Difesa e degli Esteri, Ignazio La Russa e Franco Frattini.
«Berlusconi - ha detto l'esponente democratica - venga domani o venga il 29 o il 30, ma venga. Io ritengo sia indispensabile che il presidente del Consiglio venga in Parlamento e non vedo perchè il premier non debba venire a esercitare la sua responsabilità», dopo che nel mondo lo hanno fatto tutti i capi di governo coinvolti. Replica immediata affidata al presidente dei senatori della Lega, Federico Bricolo: «chiederei ai colleghi dell'opposizione di evitare inutili polemiche e contrapposizioni e di prendere in giro i cittadini con posizioni demagogiche. Se vogliono condividere la linea e le posizioni dell'Italia in politica estera bene, altrimenti c'è qui una maggioranza capace anche di andare avanti da sola».
A tentare la mediazione il capogruppo dell'Udc, Giampiero D'Alia, che ha invitato tutti a «non sprecare il clima di condivisione che si è instaurato». In accordo con Pd e Udc è intervenuto anche il capogruppo dell'Idv Felice Belisario, chiedendo a gran voce l'intervento in Aula di Berlusconi.
Chiusura di dibattito affidata al capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri. «Dibattito di domani e votazioni dimostreranno che la maggioranza ha idee chiare ed è coesa su come interpretare la risoluzione dell'Onu e il nostro ruolo. Fibrillazioni in maggioranza domani non ce ne saranno, vedremo se invece ce ne saranno nell'opposizione».
Al termine del dibattito, il vicepresidente del Senato di turno, Domenico Nania, ha posto in votazione tre proposte di modifica del calendario, che ripercorrevano punto per punto le proposte dei gruppi di minoranza. Tutte le proposte di modifica del calendario avanzate dall'opposizione sono state bocciate dall'Aula. Resta quindi fissato per domani l'appuntamento con Frattini e La Russa, mentre i pontieri di maggioranza e opposizione cercheranno ancora di trovare la strada a una linea condivisa, speranza che non è stata ancora abbandonata.
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