31 agosto 2025
Aggiornato 04:30
Chiesa

Morto a 90 anni il gesuita De Rosa di «Civiltà cattolica»

Autore prolifico, si è occupato di politica, fede, spiritualità

ROMA - E' morto all'età di 90 anni il gesuita Giuseppe De Rosa, scrittore del quindicinale Civiltà cattolica per oltre cinquanta anni.
Colpito da una grave forma di anemia si era gradualmente indebolito, così da rendere necessario negli ultimi mesi il trasferimento all'infermeria internazionale dei gesuiti, nella Residenza di San Pietro Canisio, dove tuttavia aveva continuato fino alle ultime settimane a scrivere con costanza articoli per la rivista. Nato in provincia di Matera nel 1921, era entrato giovanissimo nel noviziato della Provincia Napoletana della Compagnia di Gesù, si era laureato in storia e filosofia e aveva studiato teologia a Lovanio, venendo ordinato sacerdote nel 1950. E' arrivato a Civiltà cattolica nel 1958.

Il RICORDO DI LOMBARDI - «Mente vivacissima, desiderosa di approfondire ogni argomento, lettore infaticabile, il padre De Rosa aveva una vera passione apostolica di servizio per mezzo della condivisione del sapere». Così lo ha ricordato Federico Lombardi, anch'egli gesuita, portavoce vaticano e direttore generale della Radio vaticana. «Si può affermare senza timore di smentita che sia stato il più fecondo scrittore di tutta la storia della Civiltà Cattolica con i suoi articoli di argomento molto vario: filosofia e teologia, attualità sociale e politica, spiritualità e morale. Per molti anni curò la 'cronaca italiana' quindicinale, sull'attualità della vita del Paese». Padre De Rosa, ha detto ancora Lombardi, «aveva sensibilità e coraggio per affrontare i problemi più seri della società e della cultura odierna, senza sfuggirli e cercando di dare con ammirevole onestà intellettuale e morale una parola equilibrata di orientamento. Caratteristico il suo stile, che rifuggiva dalle raffinatezze dando sempre evidente priorità alla chiarezza e alla sistematicità dell'argomentazione. Il suo amore per la Chiesa e la sua fedeltà al Magistero del Papa, la sua dedizione a un lavoro paziente e in gran parte nascosto, insieme alla sua amabilità e alla sua accoglienza, lo rendono uno splendido esempio di religioso e di sacerdote chiamato all'apostolato nel vasto mondo della cultura odierna».