Pdl presenta modifica, via la norma transitoria
Dubbi fra gli azzurri: «La Legge non resti una petizione di principio». Senza la norma transitoria il provvedimento non avrà effetti sui processi del Premier
ROMA - Dovrebbe essere «ripensato» o meglio «ridefinito», insomma quasi riscritto, come hanno annunciato in questi giorni alcuni esponenti del Pdl, ma per ora il processo breve perde solo il suo pezzo più discusso, quello etichettato come ammazza-processi dalle opposizioni: oggi infatti Maurizio Paniz (Pdl), relatore del provvedimento, ha presentato l'atteso emendamento che cancella la norma transitoria, che applica il principio della 'estinzione' per eccesso di durata anche ai processi già in corso all'entrata in vigore delle legge.
«Per ora c'è solo quest'emendamento», ha spiegato Paniz. Sul resto «ascolterò le proposte degli altri e vedremo se si può arrivare a un testo condiviso», ha aggiunto. Resta però da vedere quale sia la strategia del Pdl su una riforma, quella sulla 'ragionevole durata dei processi', sulla quale ha sostenuto un lungo scontro politico nel corso dell'esame al Senato.
Senza la norma transitoria il provvedimento non avrà effetti sui processi nei quali è imputato il presidente del Consiglio, e i dubbi sulla rotta, apparentemente più prudente, scelta dal ponte di comando politico-legale del Pdl si diffondono. Lontano dai microfoni, un deputato azzurro ha spiegato che si è «preso atto» del no del Quirinale su un intervento legislativo così diretto. L'articolo 5, che fissa l'estinzione dei processi, «potrebbe essere ripensato», ha aggiunto, ma senza precisare come. Se non sarà l'estinzione, che tipo di sanzione ci sarà per i processi troppo lunghi? Senza sanzioni, è il timore diffuso nel Pdl, «resterebbe in piedi solo una petizione di principio».
Mentre il Governo è impegnato nell'offensiva sulla giustizia con la riforma costituzionale ma anche con gli annunciati investimenti per la digitalizzazione del processo (e stasera il guardasigilli Angelino Alfano si scontrerà in tv, a Ballarò, con il presidente dell'Anm Luca Palamara), il Pdl coltiva più che altro incertezze. E per ora nessuno ha notizia nemmeno della riunione della consulta giustizia che avrebbe dovuto essere dedicata al tema delle intercettazioni: se ne parlerà, dicono, forse «tra due settimane».
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