Berlusconi si difenderà in aula: «Ma ora riforma della Giustizia»
L'«offensiva» del Premier sul fronte legislativo. Avanti su intercettazioni e bonus scuola. Attacca Fini e Sinistra
ROMA - Da un lato la «offerta» ai giudici di Milano di essere disponibile tutti i lunedì anche per due udienze, dall'altro l'offensiva sul fronte legislativo: giovedì la riforma «epocale» della giustizia, e poi la legge per limitare le intercettazioni. E' il sabato bifronte di Silvio Berlusconi, che parla prima attraverso il suo legale Niccolò Ghedini, poi con un messaggio alle donne del Pdl, infine con una telefonata ad un convegno in Abruzzo. Oltre al tema giustizia, gli obiettivi sono i soliti: la sinistra «disperata» che vuole rovesciarlo con le «scorciatoie mediatico-giudiziarie», Gianfranco Fini che frenava gli sforzi del governo.
DIFESA «TRADIZIONALE» - Una decisione, quella di essere presente ai processi, presa - spiegano i collaboratori di Berlusconi - con la convinzione, rafforzata dai sondaggi, che una difesa più tradizionale possa aiutare a risollevare il grado di popolarità del premier. A partire dall'inchiesta su Ruby, che Berlusconi è convinto di poter 'smontare' nell'aula del tribunale. Ma dall'altro lato il presidente del Consiglio rilancia la riforma della giustizia. Il Guardasigilli Alfano assicura che «non serve a favorire il premier», ma senza convincere le opposizioni che con il Pd e l'Udc parlano di intervento «punitivo» contro i magistrati che «non servirà agli italiani».
ELEZIONI ESCLUSE - Ma Berlusconi è convinto che sia arrivato il momento di chiudere la partita: «Prima, quando presentavamo riforme sulla giustizia, avevamo un no preliminare di Fini e dei suoi. Oggi questo non accade più». Anzi il premier è «soddisfatto» della sua maggioranza, ed esclude elezioni anticipate: con la «finanza internazionale» pronta ad approfittarne, l'instabilità sarebbe «un danno per il nostro Paese», soprattutto con il nord Africa in fiamme. Meglio andare avanti, potendo contare - sostiene Berlusconi - su un Pdl «al 30,6%» che potrà ottenere «ottimi risultati» alle prossime amministrative.
AIUTARE LE «FAMIGLIE CATTOLICHE» - Resta il problema, nell'ottica berlusconiana, di un'opposizione che «non esita a strumentalizzare le donne e a cercare scorciatoie mediatico-giudiziarie», oltre a ricorrere «alla menzogna: dicono che attacco le istituzioni mentre sono io che subisco attacchi continui da cui mi devo difendere». Così come mai, afferma ancora, «non ho mai attaccato la scuola pubblica», ma vanno aiutate le «famiglie cattoliche» a scegliere la scuola migliore per i loro figli, «magari con un buono scuola».
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