12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Vaticano

Legge su cittadinanza: più controlli ingresso e traffico

Nuove norme dopo quelle del 1929 firmata dal Papa a febbraio. La piazza San Pietro, parte integrante del territorio dello Stato, è ordinariamente accessibile a tutti, senza alcuna formalità

CITTÀ DEL VATICANO - Più controlli per i turisti, dopo l'allarme terrorismo internazionale degli anni scorsi, più filtro al traffico di macchine, meno automatismi nella concessione della cittadinanza. Il Vaticano fissa nuove norme «sulla cittadinanza, la residenza e l'accesso» nel piccolo Stato pontificio.

Il documento, una sorta di motu proprio, è stato firmato dal Papa lo scorso 22 febbraio e anticipato oggi dalla sala stampa vaticana e dall'Osservatore romano. In un articolo sul giornale vaticano, in particolare, Giorgio Corbellini, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, spiega che l'ultima normativa in materia di «cittadinanza e soggiorno» risale al lontano 1929. Due anni fa, di conseguenza, il Papa ha dato mandato a una commissione 'ad hoc' di studiare e aggiornare le vecchie regole, tenendo anche conto che nel frattempo sono state promulgate altre due normative, la Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, voluta da Giovanni Paolo II nel 2000, e la nuova Legge sulle fonti del diritto, firmata da Benedetto XVI nel 2008.

In quattro capitoli e 16 articoli, la metà dei 33 che componevano la vecchia legge, viene tra l'altro «precisato che sono cittadini dello Stato della Città del Vaticano i cardinali residenti nella Città del Vaticano o in Roma», disposizione già presente nel trattato lateranense ma non nella legge vaticana. Quanto ai cittadini vaticani, «nel corso degli anni - spiega Corbellini - molte persone abitanti nello Stato hanno preferito, pur avendone i requisiti, non assumere la condizione di cittadino, che, nella legge del 1929, era considerata la situazione normale di quanti vivevano nella Città del Vaticano». Non è dunque automatica la correlazione tra residenza e cittadinanza vaticana.

La legge riguarda anche i visitatori del Vaticano. «La piazza San Pietro, parte integrante del territorio dello Stato, è ordinariamente accessibile a tutti, senza alcuna formalità, non diversamente da qualsiasi piazza di Roma», si legge ancora sull'Osservatore romano. «Discorso analogo deve farsi per la basilica di San Pietro, anche se, dopo l'acuirsi dei pericoli del terrorismo internazionale, la prudenza esige una serie di controlli, prima non praticati». Quanto all'accesso all'interno delle mura leonine, «i veicoli condotti da chi non è cittadino o residente - spiega ora il giornale della Santa Sede - possono entrare nella Città del Vaticano previa autorizzazione».