12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Giustizia

UdC: mai contro la riforma, sempre contro leggi ad personam

Roberto Rao: «Berlusconi sbaglia, non siamo affatto di ostacolo. Disponibili a confrontarci sulla riforma della giustizia in favore dei cittadini e degli operatori del settore»

ROMA - Riforma della Giustizia sì, nuove leggi ad personam no. L'Udc, con il capogruppo in commissione giustizia della Camera Roberto Rao replica al Premier Silvio Berlusconi che ha indicato nell'Udc di Casini prima e in Gianfranco Fini poi, i responsabili della promessa mai realizzata sulla riforma della Giustizia.

NO A NUOVE LEGGI «AD PERSONAM» - «Il Presidente del Consiglio quando parla dell'UDC come forza di ostacolo alla realizzazione della riforma della giustizia - afferma Rao - confonde le questioni personali, con quelle dei cittadini utenti del sistema giustizia. Abbiamo evitato alcune leggi «ad personam»; abbiamo evitato che uno strumento indispensabile per le indagini come le intercettazioni, che pure riteniamo vada regolato diversamente, venisse smantellato; abbiamo evitato che per impedire pochi processi, fosse negata la giustizia ai cittadini in quasi 100.000 procedimenti. Siamo però gli stessi che hanno contribuito ad approvare in questi anni riforme condivise come quella dell'introduzione del reato di stalking, le leggi contro la violenza sessuale e altri provvedimenti utili agli operatori del settore presentando proposte migliorative in commissione ed in aula. Siamo coloro che per senso di responsabilità hanno proposto al parlamento norme che potevano svelenire la conflittualità fra una certa parte politica e la magistratura, come il legittimo impedimento, abbiamo dato spesso consigli inascoltati e sappiamo tutti come si sono risolte le cose».

DISPONIBILI AL CONFRONTO - «L'Udc - conclude il capogruppo centrista - mantiene inalterata la sua disponibilità a confrontarsi sulla riforma della giustizia in favore dei cittadini e degli operatori del settore, lo abbiamo ribadito anche questa settimana nel corso del dibattito sulle comunicazioni del Ministro Alfano. L'onere di presentare una riforma a vantaggio di tutti e non di pochi è oggi in capo a governo e maggioranza, ci sembra però che le dichiarazioni poco serene di questi giorni non costituiscano un buon viatico».