1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
«Privi di effetti giuridici»

Biotestamento, Governo: non legittimi e inefficaci i registri comunali

I Ministri Fazio, Sacconi e Maroni: «Spetta alla legislazione dello Stato decidere sul fine vita»

ROMA - I ministri del Lavoro, Salute, Interno ovvero Sacconi, Fazio e Maroni, avvertono: i registri comunali che raccolgono il cosiddetto biotestamento non solo sono «privi di effetti giuridici» ma non sono legittimi, anzi i promotori di tali iniziative potrebbero anche essere chiamati a risponderne. Il governo boccia così l'iniziativa che alcuni comuni hanno intrapreso, in mancanza di una legislazione nazionale e memori del caso Englaro, di raccogliere «le dichiarazioni anticipate di volontà, per i trattamenti medici che ciascun cittadino intenda ricevere o rifiutare nelle situazioni in cui perda la capacità di esprimere una propria volontà».

DECIDE LO STATO - I ministeri, interessati da una richiesta di parere arrivata dagli stessi comuni, rispondono con una circolare firmata congiuntamente che su questa materia non esiste in capo a tali enti alcuna competenza, spetta alla legislazione dello Stato decidere sul «fine vita». Quindi l'intervento dei Comuni in tale ambito «è esorbitante». E «si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici». Ma al di là della questione dell'efficacia probante delle dichiarazioni così raccolte, «non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime le iniziative volte alla introduzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento». Non solo, precisano i dicasteri: «In tale quadro si potrebbe, anzi, ipotizzare, nel caso in cui si intenda dar comunque corso ad iniziative del genere, un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore».

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