30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Delitto di via Poma

Salvatore Volponi: un bastardo chi ha ucciso

Testimonianza dell'ex datore di lavoro di Simonetta Cesaroni

ROMA - Non ha negato molto, ma ha ribadito più volte di «non ricordare». La testimonianza di Salvatore Volponi, l'ex datore di lavoro di Simonetta Cesaroni, nel processo per l'omicidio della ragazza, avvenuto il 7 agosto del '90, a Roma, in via Poma, è durata poco più di un'ora. «Non nego di aver detto 'bastardo' appena dopo aver visto il corpo di Simonetta - ha detto rispondendo al pm Ilaria Calò - Perché chi aveva fatto una cosa del genere è stato un bastardo. Senza dubbio. Non mi rivolgevo ad una persona in particolare. Non avrei detto 'bastardi' o 'bastarde'. Era una imprecazione. Ero molto agitato quella sera». Nel processo è imputato Raniero Busco, fidanzato all'epoca dei fatti con Simonetta. «Non lo conosco. Non l'ho mai visto - ha detto Volponi - Non posso definirlo in alcun modo. Non lo conosco».

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