28 marzo 2020
Aggiornato 18:30
Direzione PDL

Berlusconi: nessun passo indietro, ma 5 in avanti

Il Presidente del Consiglio: «Faremo le riforme ma Fini scelga ora: o patto di legislatura o si vota. Accuse false e gravi contro di me»

ROMA - Piena autoassoluzione da ogni accusa politica e morale che gli è piovuta addosso in questi giorni. Determinazione personale e da capo del Governo a mettere in campo «una lotta senza quartiere contro le nuove macchine del fango che costruiscono accuse false e gravi contro di me» rappresentate da «poteri anomali non democratici» che si appoggiano e fanno uso di «accuse strumentali fabbricate in certe Procure».

Silvio Berlusconi apre la direzione del Pdl riunita al gran completo di ministri e parlamentari nel complesso monumentale di Santo Spirirto in Sassia a Roma, difendendo sè e il suo Governo da ogni accusa e dalla possibilità di 'uscire dal campo' della politica e dalla porta di palazzo Chigi. «Non ci sarà alcun passo indietro ma semmai cinque passi in avanti», dice di sè e del suo Governo il Premier rinnovando a «fare e portare a termine riforme del Paese e rinnovamento politico» a cui si era impegnato con la sua attuale maggioranza di centro a fine settembre «Aprire la crisi in questo momento -dice- sarebbe atto autentica irresponsabilità che il Paese non merita. La sola alternativa al nostro in Governo -avverte Berlusconi - sarebbe un governo di 'rottura nazionale2 e di fonte illegittima, con noi e la Lega - i vincitori delle elezioni popolari - fuori. E il ritorno di questa sinistra incapace di governare porterebbe il nostro Paese a una crisi come la Grecia». Di contro «noi faremo tutte le riforme a cui ci siamo impegnati: dalla giustizia, al fisco, al federalismo. E domani il Cdm approverà il piano sicurezza».

Da qui, parole chiare rivolte a Fini e Fli. «Gli inviti a staccare la spina sono inviti alla irresponsabilità nazionale» ed un'alleanza con le opposizioni per nuovo Governo in questa legislatura sarebbero un tradimento degli elettori» ed un «governo tecnico sarebbe un governo illegittimi degli sconfitti». Dunque, «Futuro e Libertà ha il dovere di dire e dirlo subito se intende andare vacanti con noi: noi siamo pronti a un patto di legislatura. Altrimenti non avrà senso andare avanti e chiederemo con forza di andare a elezioni, la sola alternativa al nostro governo di legislatura».

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