22 settembre 2020
Aggiornato 17:05
Giro escort

Parla il Pm: perseguiamo reati non vite private

Il Procuratore Capo di Milano Edmondo Bruti Liberati: il caso di Nadia e «un'inchiesta separata dalla vicenda Ruby»

MILANO - «Noi perseguiamo reati commessi a Milano e non la vita privata delle persone che non ci deve interessare, sarà una banalità ma ci tenevo a dirla». Lo ha affermato il procurato capo di Milano il Edmondo Bruti Liberati che conferma di aver ricevuto nella tarda serata ieri gli atti dai colleghi di Palermo con le dichiarazioni di Nadia Macrì, la escort che ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi in cambio di soldi. Bruti chiarisce anche che l'inchiesta che nasce dalle dichiarazioni di Nadia Macrì sarà separata dalla vicenda Ruby anche se potrebbe essere assegnata in caso di evidenti connessioni allo stesso pm Antonio Sangermano coordinato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.
Il procuratore rifiuta di fornire indicazioni su persone indagate anche se sui media sono già usciti i nomi di Lele Mora e Emilio Fede in relazione al presunto favoreggiamento della prostituzione.

Caso Ruby - Bruti ribadisce di considerare conclusa l'indagine relativa all'identificazione, al fotosegnalamento e all'affido della giovane marocchina Ruby. «Alla fine possiamo dire che in Questura viene adottata la soluzione parsa più ragionevole - sono le parole del procuratore - ogni notte i pm dei minori hanno che fare con casi disperati e anche in altri occasioni si era verificato l'affido a persone maggiorenni senza il ricorso alle comunità».