15 agosto 2020
Aggiornato 01:30
Inchieste sul riciclaggio

Subito rinviato il processo a Scaglia e altri 25

In aula Mokbel che abbraccia la moglie e si commuove, il fondatore di Fastweb e Stefano Mazzitelli. Procedimento ad altra sezione è stato un errore materiale

ROMA - Aperto e subito rinviato il processo coinvolte nel presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro, in cui sono imputate 26 persone, tra cui l'imprenditore Gennaro Mokel, l'ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Il presidente della IV sezione del tribunale di Roma, Bruno Costantini, dopo aver fatto l'appello e permesso ad alcuni detenuti di fare ingresso in aula, tra cui lo stesso Mokbel e l'avvocato Paolo Colosimo, ha dato lettura di una decisione assunta dal presidente del tribunale di Roma, Paolo De Fiore, che ha stabilito che il processo si terrà davanti alla I sezione. E così il processo è stato subito rinviato al 23 novembre ed al terzo collegio.

In accoglimento di diverse istanze presentate dai difensori, inoltre, è stato trasmesso al Dap, dipartimento amministrazione penitenziaria, la disposizione di trasferire alcuni degli imputati che sono reclusi fuori dal Lazio, nelle carceri della regione. Rispetto al cambio del collegio, uno dei difensori di Mokbel, l'avvocato Cesare Placanica, ha spiegato: «E' stata accolta una nostra richiesta, nella quale avevamo denunciato l'impropria assegnazione del processo che doveva avvenire secondo le tabelle organizzative e non i voleri dell'ufficio del pubblico ministero». L'Avvocatura dello Stato ha presentato istanza per la costituzione di parte civile, della Presidenza del consiglio, dei ministeri dell'interno e dell'economia, e dell'Agenzia delle entrate.

Nell'affollata udienza amici e parenti degli imputati hanno avuto modo di salutare i propri cari. La moglie di Mokbel, Giorgia Ricci, accompagnata e sorretta da più persone, a causa delle sue precarie condizioni di salute, ha abbracciato e baciato suo marito. Mokbel, che è parso molto dimagrito, ha accarezzato i capelli della moglie ed è parso commuoversi. I reati contestati vanno, a seconda delle posizioni, dall'associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata finalizzata al riciclaggio, all'intestazione fittizia di beni, all'evasione fiscale, al reinvestimento di proventi illeciti e delitti contro la pubblica amministrazione. Altri imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato; altri ancora, come l'ex senatore Pdl Nicola Di Girolamo, hanno concordato con i pm di patteggiare la pena.

«L'assegnazione al terzo collegio della quarta sezione dibattimentale è avvenuta per mero errore materiale con riferimento all'abbinamento pm/collegio relativo alla pregressa qualità di sostituto procuratore del dottor Capaldo, svolta prima che acquisisse le funzioni di procuratore aggiunto». Così si legge in una ordinanza firmata dal presidente del tribunale di Roma, Paolo De Fiore, che ha disposto il trasferimento del processo 'Scaglia + 25' al secondo collegio della I sezione dibattimentale penale. L'udienza del 23 novembre prossimo si terrà nell'aula Occorsio.