16 luglio 2024
Aggiornato 13:30
Sarah Scazzi

In attesa dei Ris, nuovi interrogatori ad Avetrana

Gli interrogatori si sono susseguiti fino alla tarda serata di ieri nella caserma dei Carabinieri

AVETRANA - In attesa che gli specialisti dei Ris concludano gli accertamenti tecnici irripetibili dell'inchiesta, cominciati ieri mattina a Roma alla presenza di legali e consulenti delle parti gli inquirenti continuano le indagini tentando di capire attraverso gli interrogatori di stabilire con precisione cosa avvenne quel tragico pomeriggio del 26 agosto. Gli interrogatori si sono susseguiti fino alla tarda serata di ieri nella caserma dei carabinieri di Avetrana , tra le persone ascoltate c'era anche un parente di Michele Misseri, l'uomo che ha confessato il delitto ed è in carcere con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, mentre la figlia Sabrina, da lui chiamata in correità, è detenuta per sequestro di persona e concorso in omicidio.

Da Roma, dal quartier generale dei Ris dei Carabinieri, fanno sapere che gli accertamenti 'dattiloscopici, biologici, chimici e informatici' verranno svolti su tutti i 'reperti acquisiti al procedimento': il cellulare e la batteria del telefonino di Sarah, i tamponi biologici prelevati sul cadavere della quindicenne, il dna, i rilievi e i reperti acquisiti sulla Seat Marbella di Michele Misseri, all'interno del garage e dell'abitazione dei Misseri in via Grazia Deledda ad Avetrana.

Per i risultati bisognerà attendere almeno 30 giorni, anche se è possibile che qualche esame venga concluso prima. Intanto ieri mattina un nuovo sopralluogo è stato effettuato in casa Misseri. I magistrati, accompagnati dai carabinieri e dal medico legale Luigi Strada si sono recati intorno all'ora di pranzo nella villetta di Via Deledda per consentire allo stesso medico legale, di prendere visione direttamente dello scenario complessivo nel quale è stato compiuto il delitto. Il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino, e il pm Mariano Buccoliero, titolari dell'inchiesta, insieme ad ufficiali dei carabinieri e allo stesso medico legale, sono dunque entrati in casa Misseri e poi, attraverso una porta interna dell'abitazione, sono scesi nel garage nel quale Michele Misseri, secondo quanto da lui stesso confessato, avrebbe strangolato la nipote.