15 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Lodo Alfano

Frattini: la maggioranza tiene

Il Ministro degli Esteri a Radio Anch'io: «Test importante, la retroattività serve a dare serenità a chi Governa»

ROMA - «Un test importante che conferma come la maggioranza tiene, anche su una questione delicata che è quella della sospensione temporanea dei procedimenti nei confronti del capo dello Stato o del capo del governo, che sono solo due tra le più alte cariche dello stato». Il ministro degli Esteri Franco Frattini commenta così, ai microfoni di Radio Anch'io, il via libera della commissione Affari costituzionali del Senato alla norma retroattiva del Lodo Alfano.

«Passo importante» - Il voto favorevole di Fli, secondo Frattini, è un «primo passo importante», un «tassello verso la riforma della giustizia», come il fatto che l'Udc «che pure ha espresso critiche sulla retroattività abbia poi pensato all'astensione anziché a un voto contrario». «Questo significa - è l'opinione del capo della diplomazia - che il quadro tiene e che vi sarà un'approvazione a larga maggioranza».

E sull'importanza della «retroattività» per lo 'scudo' giudiziario, Frattini concorda con la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno: «Se il provvedimento non dà serenità a chi governa non ha ragion d'essere, e per dare serenità a chi governa deve sospendere per la durata della carica i processi contro un'alta carica dello stato. Poi i processi torneranno, non ci sono amnistie, non ci sono sanatorie, niente di tutto questo... Alla fine del mandato, il processo riparte. E' il modello che funziona da molto tempo in Francia - fa notare il ministro - dove non a caso il presidente Chirac è stato nuovamente sottoposto a procedimento alla fine del suo mandato presidenziale».

Bocchino: «Retroattività falso problema» - «Chi ci accusa sul Lodo Alfano non ha approfondito», sulla retroattività della norma che consente la sospensione dei processi, «essendo la norma a tutela della serenità delle funzioni, è un falso problema». Lo ha affermato il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Italo Bocchino, intervenuto stamattina ad Omnibus su La7. «La tutela alle alte cariche va data. Noi l'abbiamo sempre detto: dobbiamo garantire la serenità della funzione», ha aggiunto.
«Ora guardiamo alle riforme vere - ha concluso Bocchino - dove trovare una convergenza».

CASINI - Lo scudo retroattivo approvato ieri dalla commissione del Senato che protegge il presidente del Consiglio dagli eventuali reati commessi anche prima dell'assunzione della carica «non ci piace per nulla, è un errore anche politico, però è un'anomalia italiana per cui realisticamente bisogna prendere atto che la soluzione del Lodo Alfano comportava quasi inevitabilmente questa fattispecie giuridica». Lo ha detto il leader Udc Pier Ferdinando Casini ospite di 28 minuti su Radio2.
Tuttavia, «la nostra astensione - ha aggiunto - è il tentativo di lanciare un ponte tra maggioranza e opposizione per evitare che questa dissennata delegittimazione giudiziaria reciproca continui. Mi auguro che il Lodo Alfano serva a rendere più sereno il clima politico: dei segnali ci sono stati, l'elezione di Vietti al Csm col voto unanime di togati e di uomini politici di destra e di sinistra, l'elezione di Bongiorno. C'è qualche segnale che anche sulla giustizia si può seguire un'altra strada, una strada di ragionevolezza, di responsabilità e di dialogo reciproco».