27 maggio 2024
Aggiornato 11:00
Inchiesta G8

Camera vota su Lunardi. Relatore: Restituire atti

Il Giudice ci doveva chiedere autorizzazione anche per Card.Sepe

ROMA - L'Aula della Camera deve rimandare indietro gli atti del Tribunale di Perugia che chiedono l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato per corruzione insieme all'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe con l'accusa di aver acquistato nel 2004 ad un prezzo di favore da Propaganda Fide un intero palazzo di cinque piani in via dei Prefetti a Roma in cambio del finanziamento pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione di un immobile a Piazza di Spagna. Lo chiede il relatore del parere approvato dalla Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, il finiano Giuseppe Consolo, che ha illustrato le ragioni della decisione all'Assemblea.

Secondo Consolo ci sono sostanzialmente due ragioni per cui la Giunta della Camera non può pronunciarsi sulla questione: "Per prassi prevalente dal '99 a oggi - ha spiegato - quando la Camera è stata investita da domande di autorizzazione per reati ministeriali commessi, ha ricevuto non solo la richiesta di deliberazione sul Ministro ma anche sui cosiddetti concorrenti laici al reato", in questo caso il cardinale Sepe. Inoltre "la legge prevede che il collegio per i reati ministeriali ha 90 giorni di tempo per compiere le indagini preliminari sulla notizia di reato. E guardando le date in questo caso è evidente, palese, è scritto sui muri come il tribunale dei ministri abbia omesso di svolgere quel ruolo di filtro e di sommario vaglio dei fatti ipotizzati che le norme gli attribuiscono".