15 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Laziogate

Giudice: Storace sapeva di incursione informatica

Le motivazioni della sentenza del maggio scorso

ROMA, 7 ott  - Francesco Storace, era "perfettamente a conoscenza degli accertamenti" che il suo portavoce Niccolò Accame, "unitamente" a Mirko Maceri (ex direttore di Laziomatica), a Nicola Santoro e a Dario Pettinelli (già addetto all'ufficio comunicazioni e relazioni esterne della Regione), "stava compiendo, e li avallava in linea con il suo ruolo". E' "illogico" ritenere il contrario, "essendo impensabile che il presidente della Regione fosse tenuto all'oscuro di una attività cruciale sotto il profilo politico ed elettorale". Così afferma il giudice Maria Bonaventura in un passaggio delle motivazioni della sentenza con la quale nel maggio scorso il leader della Destra, è stato condannato, insieme ad altri, ad un anno e 6 mesi.

Oggetto del processo è la cosiddetta incursione illecita nella banca dati dell'anagrafe del Campidoglio e all'attività di spionaggio compiuta ai danni di Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, in prossimità della campagna elettorale per le regionali nel 2005. Accame ha avuto una pena a due anni di reclusione; Maceri, ad un anno di reclusione, così come Santoro. Il detective privato Pierpaolo Pasqua, ha avuto un anno. Il suo collega Gaspare Gallo ha patteggiato la pena a dieci mesi. L'ex presidente del consiglio comunale, Vincenzo Piso, è stato condannato ad 8 mesi, dopo che il pm Francesco Ciardi ne aveva richiesto l'assoluzione.

(Segue)