30 agosto 2025
Aggiornato 13:00
Politica

Schifani: la riforma della Giustizia è priorità

Il Presidente del Senato: «Accantonare gli schieramenti e le opposizioni. Giudice terzo, garantire concretezza della difesa»

PALERMO - «Il Paese ha bisogno di una giustizia che risolva i problemi nel più breve tempo possibile, e che dia la certezza di una decisione rapida». Così il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a Palermo nel corso del XIII congresso ordinario dell'Unione Camere Penali italiane. «Occorre andare avanti - ha proseguito il presidente del Senato - e non disperdere i risultati finora ottenuti, lavorando tutti assieme per ottenere questo obiettivo».

RESPONSABILITÀ - «Il principio della certezza della pena deve costituire la stella polare della nostra giustizia; troppi reati e troppi fascicoli continuano ad essere pendenti e la direzione verso la quale bisogna lavorare tutti insieme è quella di velocizzare e snellire le procedure. Per questo faccio appello - ha continuato Schifani - al senso di responsabilità di quanti hanno a cuore il vero interesse dell'Italia: dobbiamo sapere ritrovare unità di intenti per raggiungere insieme questo difficile traguardo».
Sulla riforma della giustizia, ha sottolineato Schifani, c'è «la necessità di trovare unanimità di intenti e di consenso, accantonando schieramenti e opposizioni; soltanto così agendo possiamo contribuire a far crescere il nostro Paese e renderlo competitivo».

LA DURATA DEL PROCESSO - «La durata di un processo civile in Italia è di 507 giorni, in Francia di 262: la sproporzione numerica è evidente. Sono consapevole che è imprescindibile riconoscere il collegamento stretto tra l'attuazione del giusto processo e la riforma dell'ordinamento professionale. Il 'processo giusto' - ha detto Schifani - passa non soltanto dal sistema delle regole processuali e da un ordinamento giudiziario che garantisca un giudice terzo e imparziale, ma anche dalla 'qualità di tutti i protagonisti del processo'».
«Per attuare il diritto fondamentale al giusto processo - ha proseguito il presidente del Senato - diviene necessaria la riforma della legge professionale forense, nella direzione della qualificazione e specializzazione professionale degli avvocati».