27 maggio 2024
Aggiornato 03:30
Roma

Muore dopo sei operazioni, pm indaga per omicidio colposo

I Legali della famiglia: «L'autopsia ha confermato che l'intervento era sbagliato»

ROMA - Omicidio colposo. Per questa ipotesi di reato la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d'inchiesta rispetto alla morte di Virgilio N., 52 anni, avvenuta all'ospedale San Pietro-Fatebenfratelli il 23 settembre scorso. L'indagine, allo stato, sarebbe ancora contro ignoti. L'autopsia, secondo quanto reso noto dagli avvocati della famiglia della vittima, avrebbe confermato che nel corso del primo intervento per la rimozione di un rene sede di tumore, sarebbe stata chiusa una arteria mesenterica. «Per questo nelle successive operazioni sono state eseguite altre asportazioni. E' stato un processo necretico irreversibile», si spiega. La denuncia è stata presentata dall'avvocato Francesco Lauri, ha dato il via all'accertamento penale. «All'esame autoptico hanno partecipato i consulenti del pm, della parte offesa e dell'ospedale. E l'indicazione è stata univoca - ha detto il penalista - e cioè che la prima operazione ha causato il danno. I successivi 36 giorni di vita sono stati una agonia». Virgilio era titolare di un ristorante. L'avvocato Lauri è il presidente dell'associazione Osservatorio sanità.

ORLANDO CHIEDE RELAZIONE - Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha disposto una richiesta di relazione alla Presidente della Regione Lazio con deleghe alla sanità, Renata Polverini, in relazione alla morte di un uomo di 52 anni, deceduto oggi all'ospedale romano San Pietro-Fatebenefratelli dopo essere stato sottoposto a sei interventi.