28 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Liguria

Truffa allo Stato: arrestato sindaco di Riomaggiore

Stesso provvedimento per il presidente del Parco delle Cinque Terre. L'accusa è di truffa ai danni dello Stato

GENOVA - Finanziamenti ottenuti per opere mai realizzate ma spacciate per 'eseguite', il tutto producendo una mole di documenti falsi: è questa l'ipotesi di accusa alla base delle 15 misure cautelari eseguite all'alba dalla squadra mobile di La Spezia, tra gli 8 arrestati il sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e il presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini. Altre quattro persone sono finite ai domiciliari, e si contano tre misure interdittive dalla libera professione e dall'impresa. E le ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito nell'inchiesta della procura spezzina non riguardano solo il primo cittadino di Riomaggiore bensì impiegati e dipendenti del comune, l'ufficio tecnico, quello amministrativo, il capo della polizia municipale, oltre a collaboratori e professionisti.

Le accuse contestate a vario titoli sono pesanti: in primis l'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffa ai danni dello Stato, a mezzo di atti falsi, una falsità materiale e ideologica, abuso di ufficio e sarebbero al vaglio anche ipotesi di concussione.
Secondo le ricostruzioni investigative infatti si era costituita una vera e propria banda, specializzata nell'ottenimento di finanziamenti pubblici che poi non venivano utilizzati per la loro naturale destinazione, bensì intascati, il tutto attraverso documenti falsi che davano invece le opere come realizzate e i finanziamenti ottenuti utilizzati correttamente. Opere- fantasma quali la soletta del canale sotto Manarola, la ristrutturazione dell'ex stazione di Manarola o diversi sentieri del Parco.