12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Vertice dal Premier

Processo breve, ora si lavora sulla prescrizione

I finiani vogliono lo stralcio della norma transitoria. L'appello di Bersani: «Serve una riflessione sul sistema giustizia»

ROMA - Due ore d'incontro per spiegare al premier i vari problemi relativi al ddl sul processo breve, considerato condicio sine qua non per far proseguire l'azione dal governo e usato dai finiani «per un'operazione di facciata» e acquisire così «consensi anche in alcuni settori della magistratura», come palesato, dicono le malelingue, dal 'giro delle procure organizzato dai parlamentari di Futuro e Libertà Bocchino, Granata, Lo Presti e Napoli. E' così che fonti di maggioranza berlusconiana raccontano il vertice che a palazzo Grazioli ha visto da un lato un Silvio Berlusconi determinato a portare a casa il risultato «a ogni costo» e pronto a far saltare il banco «al primo segno di boicottaggio» e dall'altro Angelino Alfano e Niccolò Ghedini alle prese con svariati tecnicismi per modificare il ddl approvato al Senato senza snaturarlo.

PRESCRIZIONE - «La via più semplice per salvare capra e cavoli», spiega chi fra i berlusconiani ha «ancora freschi ricordi di dinamiche del foro» sarebbe «intervenire sulla prescrizione spostando alcuni termini», in maniera da ridurre il numero di processi che verrebbero mandati al macero, ma senza andare a toccare quelli che davvero interessano, primo fra tutti il caso Mills, che in primavera, qualora la Consulta bocciasse il legittimo impedimento, andrebbe a sentenza. Questa soluzione, secondo i consiglieri del premier, non snaturerebbe la ratio della legge, garantirebbe la prescrizione dei processi Mills e Mediatrade (alle cui possibili sentenze è legato il futuro politico e non di Berlusconi) e consentirebbe la modifica all'attuale norma transitoria, punto su cui i finiani si sono spesi notevolmente.

NORMA TRANSITORIA - «Con questa norma transitoria - ha detto infatti anche oggi il 'falco' finiano Fabio Granata - noi non voteremo il provvedimento. Il problema del processo breve è infatti legato alla scrittura dell'attuale testo che attraverso la norma transitoria introduce un'amnistia, neanche tanto mascherata, che di fatto porta alla prescrizione di moltissimi procedimenti. Non si può smantellare il sistema giudiziario per creare una condizione di tutela processuale fin quando è in carica il presidente del Consiglio. Su questo si dovrà discutere ed eliminare queste contraddizioni a partire dalla norma transitoria».

BERSANI - «Finiani e Pdl trattano sulla norma transitoria? Per adesso sono solo ipotesi, però credo che questa sia la questione centrale in questo momento», così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Torino, a margine della Festa del partito, in merito al dibattito sul processo breve. «Tutto il resto è un tema che può essere discusso sulla base di una riflessione organizzativa del sistema giustizia. Per Berlusconi questo è un tema che sarà sempre più difficile da rimuovere».

FAMIGLIA CRISTIANA - Invece di affrontare temi importanti come quello della famiglia, la politica italiana è «alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto 'processo breve'. Lo scrive Famiglia Cristiana sottolineando che sì «le elezioni anticipate appaiono scongiurate» ma nei cinque punti proposti come urgenze dal Governo al primo posto figura questo provvedimento che «per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà processo in tempi ragionevoli. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze». «Per i politici - dunque - il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune». Mentre, «nel welfare familiare ci superano Paesi come Cipro, Estonia e Slovenia. Peggio di noi fanno solo Malta e Polonia».