25 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
L'esempio della corrida

Brambilla: stop al Palio come in Catalogna

La Lega attacca: «Mai ci sarà l'abrogazione del Palio di Siena». Gasparri: «Viva il Palio»

ROMA - Basta violenza sugli animali: «Se la Catalogna ha rinunciato alla Corrida noi possiamo rinunciare a qualche Palio». Ad affermarlo il ministro del Turismo, Michela Brambilla. Una frase che fa infuriare la Lega che replica: «Mai ci sarà l'abrogazione del Palio di Siena e di altre manifestazioni tradizionali».

La frase 'incriminata' viene pronunciata dalla Brambilla in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Ci sono troppe manifestazioni, troppi retaggi che comportano lo sfruttamento degli animali. Se la la Catalogna ha rinunciato alla Corrida noi possiamo rinunciare a qualche Palio», sottolinea Brambilla. La frase è ghiotta e un cronista chiede: «intende anche il Palio di Siena?». Lei si smarca ma non nega: le violenze sugli animali «danneggiano l'immagine dell'Italia e del made in Italy». Il ministro annuncia così che verrà fatto uno «screening» delle varie manifestazioni dove sono impiegati gli animali e inoltre aggiunge: «non ci sono solo cavalli, ma anche asini, oche e addirittura le colombe». Lei, spiega, che ha la delega sull'immagine dell'Italia nel mondo sottolinea come sia «essenziale che l'Italia sia animal friendly».

A stretto giro, monta la polemica estiva. Il senatore della Lega Nord e sindaco di Feltre, Gianvittore Vaccari attacca: «Rimango sorpreso e perplesso dalle dichiarazioni del ministro Brambilla. La Lega non accetterà mai e poi mai che le tradizioni culturali di millenaria memoria del nostro Paese siano cancellate dagli annali storici». E a spendersi per il Palio di Siena arriva anche il Presidente dei senatori del Gruppo Pdl, Maurizio Gasparri: «Viva il Palio di Siena. Un evento ricco di tradizione e di sana cultura popolare».