Ddl intercettazioni, Fini è fiducioso
Telefonata Bongiorno-Alfano. Si lavora ad un emendamento del Governo sulla stampa. Pd-Idv-Udc: «Nessuno sconto»
ROMA - Entrerà nel vivo domani in commissione Giustizia a Montecitorio la battaglia sul ddl intercettazioni ma a poco più di dodici ore dalla convocazione della seduta in cui il governo dovrebbe dare il parere sugli emendamenti presentati al testo non è stato ancora chiuso l'accordo nel Pdl che dovrebbe portare alla 'sintesi' tra gli emendamenti del capogruppo in Commissione Enrico Costa e la presidente finiana Giulia Bongiorno. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si dice fiducioso, ma finora l'unica cosa certa è che le opposizioni promettono unite che non faranno sconti soprattutto sui tempi d'esame che, esigono, dovranno essere adeguati all'importanza del provvedimento.
L'annunciato incontro che doveva essere decisivo tra Bongiorno e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non c'è stato ma, si apprende, i due si sarebbero sentiti al telefono: riferiscono fonti di maggioranza che al lavoro fino a tarda sera, in via Arenula, ci staranno il sottosegretario Giacomo Caliendo e i capi degli uffici per provare a mettere a punto un emendamento del governo che ridimensioni la stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni. Emendamento che dovrebbe arrivare in Commissione domani e che dovrebbe piacere ai finiani, anche se nel partito c'è incertezza sull'esito della trattativa: nel Pdl infatti si va dal pessimismo di più di un ex forzista che parla di un accordo ancora «in alto mare» alle parole di Fini che lasciano intendere il contrario. «Avete visto cosa ha detto il procuratore Grasso e i progressi fatti in Parlamento. Dovete solo avere fiducia», osserva la terza carica dello Stato.
Qualunque sarà l'esito dei tanti annunciati incontri risolutori tra i rappresentanti del governo e le diverse anime del Pdl non accetteremo strozzature del dibattito in commissione e continueremo a pretendere che tutta la discussione su questo provvedimento avvenga alla luce del sole e tenendo conto delle posizioni delle opposizioni», promette la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
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