16 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Elezioni regionali | Piemonte

Dopo il Tar verso il riconteggio dei voti. Berlusconi: sono indignato

Il Presidente della Regione Cota accenna al complotto. La Bresso replica: «Taroccatori di liste»

TORINO - «Evidentemente per qualcuno non dovevo governare». Ricorre alla tesi del complotto il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, dopo la sentenza, definita «incomprensibile», pronunciata la scorsa notte dal Tar del Piemonte sui ricorsi elettorali. Un dispositivo che ha segnato un primo punto a favore del centrosinistra, entrambi i ricorsi sono stati parzialmente accolti, ma che non offre garanzie a nessuno - si va al riconteggio dei voti delle liste 'Al centro con Scanderebech' e Consumatori - e che lascia aperta più di una possibilità, non risolvendo il nodo più importante, quello del caso Giovine (indagato con l'accusa di aver presentato firme false) rimandato a novembre.

BERLUSCONI - In serata, scende in campo anche il presidente del Consiglio: «Evidentemente a qualcuno va di traverso che abbia vinto le elezioni regionali», insiste Silvio Berlusconi, che si dice «indignato» da quello che giudica un «provvedimento ingiustificato che potrebbe provocare anche un'instabilità di governo nonché un grave danno economico per le casse della Regione».

CALDEROLI - «Il risultato è chiaro: io ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente. Comunque faremo ricorso al Consiglio di Stato», ha annunciato il presidente della giunta di prima mattina. Gli ha dato manforte il ministro leghista Roberto Calderoli. «La sovranità non è più del popolo ma dei Tar, a questo punto cambiano la Costituzione». Parole che hanno incendiato la polemica tra maggioranza e opposizione. «Calderoli è vergognoso, si rilegga la Carta», ha replicato l'ex governatrice Mercedes Bresso.

UDC E PD - L'Udc, che ha ricorso contro Scanderebech, invita alla calma. «Cota stia sereno e rispetti il Tar», ha dichiarato il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Soddisfazione generale è stata espressa dal Pd piemontese. A partire da Bresso: «Senza dubbio alcuno - spiega - i nostri ricorsi sono stati ritenuti non solo ricevibili nei tempi, ma anche fondati nella sostanza. Rigettando così la tesi dei legali di Cota della presentazione tardiva dei ricorsi». Per il segretario regionale Gianfranco Morgando «il Pd vuole chiarezza e apprezza le decisioni del Tribunale amministrativo che vanno in questa direzione».

CHIAMPARINO - Chi non si è sbilanciato è l'uomo di cui tutti i politici parlano in Piemonte, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Lui non lo ha mai detto, in caso di ritorno alle urne, è il candidato del Pd più sostenuto dal partito. «Quella di oggi è solo la prima tappa di un iter giudiziario, la questione è delicata», ha tagliato corto a fine giornata.