Berlusconi non nasconde la sua amarezza: ma noi siamo garantisti
Le perplessità del Premier su Cosentino. Strali contro Fini e le toghe «amiche»
ROMA - Anche da garantisti si può provare amarezza. A Silvio Berlusconi di certo le notizie sulle nuove inchieste giudiziarie che hanno tirato in ballo esponenti del Pdl di certo non sono andate giù. E per questo, già da ieri, il premier aveva espresso perplessità per una vicenda che tocca esponenti del calibro di Denis Verdini e Nicola Cosentino. Il presidente del Consiglio però, pur convinto che qualcosa intorno a lui non vada, predica cautela. Vuole «capire bene» i contorni della vicenda e, riferiscono alcuni suoi fedelissimi, non arretra dalla linea del «garantismo». Bisogna vederci chiaro, oltre il polverone sollevato, avrebbe ribadito Berlusconi.
Qualcosa però non va, da qui deriva l'amarezza del premier. Riferiscono le stesse fonti che Berlusconi avrebbe sollevato alcune perplessità su alcuni comportamenti di Cosentino. Secondo le stesse fonti, sarebbe in bilico il ruolo di coordinatore regionale del Pdl in Campania. Anche se il sottosegretario, contattato telefonicamente, si difende e contrattacca, definendo «surreali» le accuse nei suoi confronti e chiedendo di mettere fine all' «uso politico della giustizia» del quale comunque intravede «le impronte digitali» dei suoi accusatori.
Diverso l'atteggiamento nei confronti di Verdini, rispetto al quale il premier predica assoluta cautela. Cautela che invece non riserva nei confronti delle posizioni dei finiani. Da giorni gli uomini del Presidente della Camera chiedono la testa del coordinatore nazionale del Pdl e oggi hanno puntato il dito contro il sottosegretario all'Economia.
E' Fini, raccontano, il primo destinatario delle critiche di Berlusconi. Il Presidente del Consiglio, che già in privato in passato aveva espresso concetti analoghi, è tornato anche in queste ore a puntare il dito contro il Presidente della Camera e i suoi rapporti considerati amichevoli con certa magistratura. Non è un caso, dunque, se da Bondi e Cicchitto in giù arriva un fuoco di fila contro il 'finiano' Italo Bocchino che ha parlato di verbali di intercettazioni riguardanti l'inchiesta non ancora pubblicati sui mezzi di informazione. «Come li ha avuti?» domandano.
In ogni caso, i finiani non mollano la presa. Fabio Granata chiede a Cosentino un passo indietro per togliere il Pdl dall'«imbarazzo». E sempre dal fronte finiano fanno notare che le dimissioni di Cosentino sarebbero auspicabili anche perché l'opposizione ha già annunciato una mozione di sfiducia sulla quale gli uomini del Presidente della Camera già non escludono un voto in dissenso dalla maggioranza.