29 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Ddl intercettazioni

Garante Privacy: giustificato l'allarme sulla libertà di stampa

Francesco Pizzetti: «Ddl discutibile, ma spesso i giornali puntano più allo 'share'. Preoccupano invece le sanzioni agli editori»

ROMA - Il fatto che libertà di stampa sia messa in discussione in caso di approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche è un allarme «giustificabile» e le scelte legislative fatte in materia dalla maggioranza sono «tanto impegnative quanto oggettivamente discutibili». Lo ha detto il presidente del Garante della Privacy Francesco Pizzetti nella relazione annuale presentata oggi alla Camera dei Deputati.

Secondo il Garante con il ddl intercettazioni, infatti, «si sposta oggettivamente il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza», perché nel disegno di legge «si pongono limiti specifici alla pubblicabilità delle intercettazioni, non perché contenute in atti giudiziari, che come tali possono essere diffusi per riassunto, ma in quanto dati raccolti con lo strumento delle intercettazioni».
È questa una «difesa anticipata disposta in via generale e astratta, nei confronti di qualunque dato raccolto, nel presupposto che, in ragione della natura dello strumento di indagine usato, debba sempre prevalere la tutela di questi dati perché raccolti nell'ambito di conversazioni tra persone».
D'altra parte, ha continuato Pizzetti, «è innegabile che» la preoccupazione sulla libertà di stampa messa in pericolo «presenti un qualche eccesso, giacché in ogni caso la scelta compiuta non incide su qualunque altro ambito di esercizio della libertà di stampa e, anche rispetto alle attività giudiziarie, riguarda solo la pubblicazione dei testi delle intercettazioni, essendo gli altri aspetti contenuti negli altri provvedimenti conoscibili per riassunto».

SANZIONI AGLI EDITORI - Le sanzioni previste per gli editori dal disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche destano «preoccupazione» perchè, a differenza delle tradizioni di altri paesi democratici, «nel caso italiano la scelta compiuta dal ddl costituisce una discontinuità significativa». Lo ha detto il presidente dell'Autorità garante della Privacy Francesco Pizzetti, nella relazione al Parlamento presentata oggi alla Camera. Il nostro paese, infatti, «con la legge sulla stampa approvata in diretta attuazione della Costituzione, ha consapevolmente distinto la responsabilità e il ruolo dell'editore da quello del direttore, mettendo i direttori al riparo da ogni condizionamento diretto da parte dell'editore anche in ragione del fatto che questi, nel nostro paese, ben raramente sono editori puri».

Infine, ha concluso il Garante su questo argomento, «gli eccessi» compiuti dai giornalisti «attraverso la pubblicazione per intere pagine di intercettazioni sempre riferite alla politica o agli ambienti dello sport e dello spettacolo giustifica in parte il sospetto che spesso si abbiano a cuore più gli indici di vendita, gli share e la concorrenza fra le testate che non l'oggettivo interesse dell'opinione pubblica».