7 giugno 2020
Aggiornato 02:00
Politica & Giustizia

Intercettazioni, riparte l'esame in Senato

Pd: «Ddl inaccettabile». Finocchiaro: «Taglia le unghie ai Pm e censura la stampa». Casini: «Voteremo no. Spero in un dibattito ampio»

ROMA - Riprende in Senato il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. Dopo le ennesime nuove modifiche presentate ieri dal relatore Roberto Centaro, il testo è tornato all'esame della commissione Giustizia e nel pomeriggio dovrebbe approdare nell'aula di Palazzo Madama. 'Blindato' dal premier Silvio Berlusconi, sul provvedimento potrebbe arrivare già oggi l'annuncio da parte del governo del voto di fiducia.

Finocchiaro: «Il danno è fatto» - Ma lo scontro sul ddl resta alto e l'opposizione conferma il suo giudizio negativo sulle nuove norme proposte da governo e maggioranza: restano «inaccettabili» per il Pd. E anche l'Udc fa sapere che voterà contro l'attuale testo. «Se Fini si accontenta avrà le sue ragioni, io no e non mi si venga a dire che questo testo è migliorato perché non è vero», dice in un'intervista alla Stampa la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro. Quanto alla firma di Napolitano, taglia corto: «Il presidente è abbastanza saggio per decidere da solo, senza che io dia suggerimenti di sorta».
La presidente del gruppo Pd è pronta a chiedere ai suoi senatori opposizione a oltranza, con decine di interventi sugli ordini del giorno se oggi il governo ponesse la fiducia alla legge sulle intercettazioni. Ma sostiene che ormai «il danno è fatto».
«Noi - spiega - siamo partiti dalla necessità di avere una legge che evitasse il rischio che finissero sui giornali atti coperti dal segreto o non rilevanti ai fini delle indagini, oppure relativi alla privacy di soggetti addirittura estranei all'inchiesta. Invece si è fatto un testo che taglia le unghie ai giudici, tenta la censura nei confronti della stampa, mentre l'unica cosa seria che hanno fatto è togliere l'estensione del segreto di stato nei confronti degli appartenenti ai servizi segreti. Ma questo testo non è affatto migliorato, hanno solo fatto finta».

Bersani: «Ci batteremo con tutte le forze» - Contro il provvedimento sulle intercettazioni il Pd darà «battaglia con tutte le forze», ma la «questione democratica va tenuta insieme alla questione sociale». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo dice parlando a Repubblica Tv. «La maggioranza non ha fatto alcun correttivo e bisogna richiamare tutti alla coerenza. Che cosa ci ha trovato Fini di migliorato nel testo?», aggiunge. «Vedremo come condurre la battaglia di opposizione, io insisto su un punto: teniamola legata alla grande questione sociale, se andiamo sul fondo dell'opinione pubblica il tema sociale può prevalere sul tema democratico».

E l'Udc annuncia il proprio voto contrario. «Il Parlamento non rilascia timbri e spero che il governo non metta la fiducia, ma è chiaro che il nostro voto è contrario - ha affermato Pier Ferdinando Casini arrivando all'assemblea di Confartigianato -. Questa legge così ancora non va e serve un dibattito ampio per rafforzare il senso della legalità e il ruolo della stampa».

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