14 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Confindustria fredda

Berlusconi sbotta: da oggi non lamentatevi

Il Premier infastidito: «Come a Vicenza, le solite prime file...»

ROMA - Raccontano che prima di partire per Parigi non abbia risparmiato parole di fuoco contro quel corpaccione di «imprenditori burocrati» che «forse non hanno ben chiara la situazione», la crisi, i problemi di questo paese e «quello che il governo ha fatto per loro».

AMAREZZA - La mattinata di Silvio Berlusconi si è conclusa così, fra l'amarezza per l'incidente dell'Auditorium e la consapevolezza che la sfida è comunque lanciata. Una sfida, spiegano gli uomini a lui vicini, nella quale il premier si è lanciato quando ha ascoltato quel passaggio di Emma Marcegaglia dedicato alle inefficienze della politica - e pronunciato di fronte a lui che politico di professione non si considera - degna, secondo un berlusconiano di stretta osservanza, «dei discorsi di Beppe Grillo».

ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ - E così, dal palco, Berlusconi ha deciso di prendere di petto la questione, di chiedere «da imprenditore agli imprenditori» se fosse lecito, nonostante i rifiuti ricevuti, «sollecitare un'assunzione di responsabilità e un atto di condivisione». In realtà Berlusconi non si aspettava quella che tutti i media presenti hanno descritto come una palese freddezza. Raccontano però le stesse fonti che Berlusconi abbia puntato il dito soprattutto sulle «solite prime tre file di imprenditori che prima pontificano e poi si tirano indietro»: gli hanno ricordato le prime tre file di Vicenza, quando si sancì la spaccatura con i big confindustriali. Anche perché, secondo un uomo vicino al Cavaliere, «è vero che molti non hanno alzato la mano dopo l'invito del Presidente, ma poco prima dalla quarta fila in poi erano partiti applausi convinti mentre lo ascoltavano».
Berlusconi, «chiamando» al governo la leader degli imprenditori, intendeva dunque sollecitare Confindustria a una «assunzione di responsabilità». Tanto che a fronte della fredda accoglienza ricevuta dai vertici confindustriali, lasciando la sala dell'assemblea avrebbe commentato: «Se è così, allora poi non lamentatevi...».