8 aprile 2020
Aggiornato 17:30
La richiesta del PM

«Inchiesta riciclaggio, giudizio immediato per i 10 indagati»

Domani udienza al Tribunale del riesame per Silvio Scaglia. Si chiede che i giudici della libertà revochino tutte le misure cautelari in atto

ROMA - Devono andare a giudizio. Il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e i pubblici ministeri Giovanni Bombardieri, Giovanni Di Leo e Francesca Passaniti hanno chiesto il giudizio immediato per 10 persone, indagate a vario titolo per riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, intestazione fittizia di beni, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio di 2 miliardi di euro che ha coinvolto gli ex vertici di Fastweb e Telecom Italia Sparkle e l'ex senatore Nicola Di Girolamo.

Tra coloro per cui i pm hanno chiesto il processo ci sono Giulio Cordeschi, Marinella Buongiorno, Fabrizio Rubini, Giovanni Pizzi, Giovanni Pizzo, Marco Iannilli, Roberto Caboni, Maurizio Laurenti, Renzo Mattioli. Sulla richiesta dovrà pronunciarsi il gip Aldo Morgigni. Gli indagati, a vario titolo, nel procedimento, per accuse che vanno dal riciclaggio all'evasione fiscale e al falso, sono 85. Oggi, intanto, dovrebbe tornare a casa Silvio Scaglia. Al fondatore di Fastweb ieri sono stati concessi gli arresti domiciliari. Ma per il trasferimento nella casa di famiglia in Valle d'Aosta, a Champoluc, ci sono stati problemi «burocratici» e così il trasferimento di Scaglia ha subito dei ritardi.

Domani, davanti al tribunale del riesame, si discuterà l'appello dei difensori di Scaglia, gli avvocati Pier Maria Corso e Antonio Fiorella. Si chiede che i giudici della libertà revochino tutte le misure cautelari in atto. Nei giorni scorsi il Tribunale del riesame, presieduto da Giuseppe D'Arma, ha rigettato le richieste di dissequestro dei beni del fondatore di Fastweb.

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