27 luglio 2021
Aggiornato 07:00
Caso Cucchi

Ordine medici Roma: cucchiaino di zucchero non salvava Stefano

Un'affermazione «priva di valenza scientifica». Convocato per domani sera un consiglio straordinario sulla vicenda

ROMA - Un cucchiaino di zucchero sciolto in un poco d'acqua non avrebbe potuto salvare la vita a Stefano Cucchi. Lo precisa Mario Falconi, presidente dell'ordine provinciale dei medici di Roma, che ha convocato per domani sera un consiglio straordinario per esaminare gli sviluppi della vicenda che ha causato il decesso di Cucchi mentre era ricoverato in regime di detenzione all'ospedale Sandro Pertini di Roma.

«Torno a ribadire - spiega Falconi - che l'Ordine di Roma sarà inflessibile se saranno accertate le responsabilità che al momento vengono addebitate ad alcuni nostri iscritti che erano in servizio presso l'ospedale in cui è deceduto Cucchi, ma chiediamo che la stessa inflessibilità sia rivolta anche verso quei soggetti che in questa triste e incivile vicenda hanno commesso abusi e non soltanto leggerezze. Camici bianchi o divise, non ci possono essere aree di impunità o tolleranza quando viene umiliata e persa una vita da parte di chi ha il dovere di proteggerla».

Quanto al fatto che un cucchiaino di zucchero con un po' d'acqua avrebbe potuto salvare la vita a Stefano, Falconi definisce l'affermazione «priva di valenza scientifica». «Sostenere questa tesi - spiega - significa accreditare l'idea di dirigenti ospedalieri, medici e infermieri totalmente incompetenti o peggio indifferenti, al limite del sadismo. L'opinione pubblica e la famiglia di Stefano Cucchi sappiano che, in ogni caso, se saranno accertate omissioni di cura o falsificazioni di certificazioni, anche se indotte o peggio imposte, prenderemo provvedimenti esemplari».