7 luglio 2020
Aggiornato 10:30
Domani durante il voto al Senato

Ddl intercettazioni, giornalisti in piazza

Sit in davanti a palazzo Madama. Domattina la Fnsi e la Fieg da Schifani

ROMA - Continua senza sosta la mobilitazione Fnsi «contro chi vuole mettere il bavaglio all'informazione». Dopo la manifestazione di 200mila persone del 3 ottobre a piazza del Popolo e le iniziative contro la decisione di sospendere in campagna elettorale le trasmissioni di approfondimento, un nuovo appuntamento per i giornalisti e per chi nell'opinione pubblica vuole essere correttamente informata. Domani 28 aprile i giornalisti sono chiamati in piazza dalle ore 10 alle 14 davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale) «contro le nuove norme bavaglio che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni».

MOBILITAZIONE IMMEDIATA - La decisione è stata assunta dalla Giunta esecutiva della Fnsi, non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge già approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie.
La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla «mobilitazione immediata e fa appello alla società civile, e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all'informazione, a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida».
Il Sindacato dei giornalisti ha inviato, inoltre, una lettera con richiesta di incontro alle istituzioni e alle forze politiche del Senato ed un primo, importante, risultato è il colloquio di domani alle 11,30 tra il Presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani ,ed una delegazione, ai massimi livelli, di Fieg e Fnsi».