28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Direzione nazionale PdL

Tra Berlusconi e Fini scontro totale

Il Presidente della Camera attacca su Giustizia e Lega: «Non sono un traditore»

ROMA - E' scontro aperto, in diretta televisiva, tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini: il presidente della Camera, durante il suo intervento alla Direzione nazionale, fa «chiarezza» sulle questioni all'origine dell'attrito con il presidente del Consiglio, e attacca su giustizia, Lega, unità d'Italia, riforme. Temi «non di grande importanza», secondo il Cavaliere, che suggerisce alla terza carica dello Stato se vuole fare politica di abbandonare lo scranno più alto di Montecitorio.

Ad alzare il livello dello scontro con i finiani all'inizio di una mattinata che si concluderà con un botta e risposta senza precedenti tra i due cofondatori del Pdl, è già Sandro Bondi: «Si può stare in un partito e sostenere che il suo fondatore rappresenterebbe un modello da ripudiare, un'idea da archiviare al più presto, un fenomeno politico deteriore?», attacca il coordinatore del Pdl infiammando la platea. Ma è con l'intervento del presidente della Camera che va in scena la resa dei conti tra i due, uno scontro che forse si è consumato in altre occasioni private ma che davanti alle telecamere assume toni di una rottura insanabile.

Fini critica le posizioni del premier sulla giustizia perché a volte «si dà l'impressione che la riforma della giustizia del Pdl è fatta per garantire maggiori sacche di impunità». Poi si sofferma a lungo sulla questione Lega facendo notare che il partito «al Nord è diventato una fotocopia del Carroccio» e mettendo in guardia dall'attuazione del federalismo fiscale che «senza antidoti culturali che garantiscano l'unità nazionale mette a rischio la coesione sociale». Temi non nuovi, che Fini ha sollevato pubblicamente e privatamente nei mesi scorsi ma che stavolta, davanti «alla nostra gente», fanno spazientire Berlusconi.

«Te lo dico in faccia - afferma Fini guardando Berlusconi - questa è la prima volta che abbiamo occasione di parlarci davanti alla nostra gente: il tradimento alligna in coloro che sono adusi all'applauso e alla critica approvazione salvo poi, quando i leader girano le spalle... Raramente è tradimento di coscienza quello di chi si assume la responsabilità in pubblico e in privato di porre certe questioni. Non credo sia alto tradimento dire che alcune cose non vanno».

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