10 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Vince Cota, prima volta per la Lega in Piemonte

Il nuovo governatore: «Una vittoria storica». Bresso sui grillini: «E' stato premiato chi vuole di spaccare»

TORINO - Ieri per la prima volta il Piemonte è andato in mano a un candidato della Lega nord. «Una vittoria storica», questo è stato il primo commento a caldo di Roberto Cota, quando intorno alle due di notte con le lacrime agli occhi si è palesato al comitato del Carroccio. «Questa vittoria cambierà la storia del Piemonte» ha detto travolto dalla folla dei militanti che urlavano a squarciagola Piemunt liber. «Abbiamo fatto un miracolo - ha detto quasi incredulo - abbiamo mandato a casa un presidente uscente al primo mandato. Faremo il federalismo fiscale, faremo sentire la voce del Nord e rilanceremo il Piemonte».

In piazza Castello, dove si sono conclusi i festeggiamenti, Cota ha ringraziato la sua famiglia e Umberto Bossi, «che ha reso possibile la formazione di una nuova classe dirigente». «E grazie al Pdl - ha aggiunto - siamo un'unica grande squadra, abbiamo vinto per questo». Il suo unico rammarico è la mancata telefonata di congratulazioni della rivale Mercedes Bresso (Pd). «Mi sarei aspettato una telefonata - ha detto - come ha fatto la Bonino con la Polverini. Invece non è arrivata, ma io sarò diverso, sarò il presidente di tutti i piemontesi».

Quello tra Bresso e Cota è stato un testa a testa prolungato fino alle ore piccole. Dopo un pomeriggio di sostanziale parità, dalle venti circa la vittoria del candidato leghista sembrava vicina. La prima grande ovazione al comitato del Carroccio, stracolmo di persone in pettorina e fazzoletto verde sin dal tardo pomeriggio, c'è stata intorno alle venti e trenta. Alle 23 il candidato del Carroccio staccava la sua sfidante di tre punti percentuali, andando oltre il 48 percento. E sembrava finita. Ma poi è iniziata la rimonta di Bresso. Le ultime sezioni ad esser conteggiate sono state infatti quelle della prima cintura di Torino, quella dei comuni «rossi» per tradizione, dove arrivarono i primi emigranti negli anni Sessanta.

Bresso in tre ore ha recuperato più di due punti, riducendo la forbice fino ad arrivare ad uno svantaggio dello 0,4 percento. Ma non le è servito. Ha perso ed è stata castigata in parte dai suoi stessi elettori, che hanno preferito a lei e alla sua coalizione che andava da Sinistra e libertà all'Udc il Movimento a 5 stelle di Davide Bono, «seguace» di Beppe Grillo. «C'e' un fortissimo voto di protesta e il 4% andato al candidato di Beppe Grillo ha impedito la vittoria del centrosinistra in Piemonte» ha detto parlando con i giornalisti nella sede del suo comitato elettorale. «I voti ai grillini - ha sostenuto Bresso - sono in gran parte voti del centrosinistra. Certo questo risultato non era stato previsto, è stato sottovalutato, nei sondaggi non appariva, ma è un voto di protesta violenta. «Anche l'astensione - ha detto - Bresso, questa volta «e' andata a scapito del centrosinistra».