Regionali: quattro regioni in bilico. Boom Lega nel Veneto
Bonino-Polverini testa a testa nel Lazio. Vendola-Cota-Burlando in vantaggio. Emilia, Toscana, Umbria, Marche e Basilicata al Pd
ROMA - Ancora in bilico il bilancio politico delle elezioni regionali dopo i primi dati diffusi attraverso le proiezioni: nessuna sorpresa da Lombardia e Veneto, che restano chiaramente nelle mani del centrodestra, né da Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Basilicata che si avviano a confermare la prevalenza del centrosinistra. Secondo le previsioni anche l'esito del voto in Calabria e Campania, dove il centrosinistra che le ha governate finora si prepara a passare all'opposizione, visto il netto vantaggio dei candidati di centrodestra, rispettivamente Giuseppe Scopelliti (57,8%) e Stefano Caldoro (55,7%).
Testa a testa in Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia. Il governatore uscente della Puglia Nichi Vendola è in vantaggio di tre punti percentuali, 47,1% contro 44,1 del rivale Rocco Palese. Roberto Cota (Lega-Pdl) in Piemonte invece è in vantaggio sulla presidente uscente Mercedes Bresso (Pd), 48,4% contro 46,8%. Opposta la tendenza della Liguria, il governatore uscente Claudio Burlando è dato al 51,9% contro 48,1 del rivale Biasotti. Nel Lazio il testa a testa più equilibrato: per ora sia Emma Bonino (centrosinistra) che Renata Polverini (centrodestra) sono stimate al 49,8%. Tra i dati emersi dai primi scrutini, sembra sia fattibile il sorpasso della Lega ai danni del Pdl almeno nel Veneto, dove la lista del Carroccio ha il 15% di consensi in più con il 10% di sezioni scrutinate.
Maroni: «l'astensione è segno di disaffezione degli italiani» - «Tutte le operazioni di voto si sono svolte regolarmente e senza incidenti, e questa è la dimostrazione della perfetta organizzazione della macchina elettorale». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in sala stampa al Viminale. Secondo il ministro il calo dell'afflusso alle urne per le elezioni regionali «dimostra che c'è una disaffezione dei cittadini anche se l'Italia resta un paese in cui la partecipazione è più alta. I dati sull'astensione - ha aggiunto Maroni - sono comunque diversi da regione a regione. L'astensione è maggiore nel Lazio probabilmente anche per le vicende note della lista Pdl di Roma».
Sono dati interessanti e da valutare. Dobbiamo fare in modo - ha proseguito il ministro dell'Interno - che la partecipazione democratica cresca alle prossime elezioni. Questo è un compito di tutta la classe politica, senza distinzioni. Abbiamo davanti a noi un percorso di tre anni in cui dovremo mettere il massimo impegno affinché la partecipazione al voto, in Italia, torni ad essere alta».
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