14 agosto 2020
Aggiornato 04:00
Par Condicio

Agcom multa Tg1 e Tg5. Rai e Mediaset ricorrono

Istruttoria sui talk show politici fino alle elezioni regionali

ROMA - L'Autorità di controllo sulle comunicazioni ha aperto un'istruttoria sullo stop ai talk show politici in Rai fino alle regionali. Il procedimento avviato dall'Agcom, a quanto si apprende, è in una fase avanzata, con l'Authority che avrebbe già ricevuto il materiale sulla posizione della Rai che, con una delibera approvata e confermata a maggioranza, aveva deciso di sospendere i talk show politici in applicazione del regolamento sulla par condicio.

La decisione finale, da parte del Consiglio, potrebbe arrivare a breve, anche se non risulta una riunione la prossima settimana. Sullo stop ai talk show politici erano stati presentati, all'Agcom, tre esposti: uno da Fnsi e Usigrai, uno da Articolo 21 e uno dell'opposizione in Vigilanza (firmato dai capigruppo Pd e Udc Fabrizio Morri e Roberto Rao).
L'Authority, ieri mattina, ha inflitto una multa di 100mila euro a Tg1 e Tg5 perché nei tg c'è un «forte squilibrio informativo tra le forze politiche», in particolare tra Pdl e Pd, ma anche una «marginale presenza» delle nuove liste. L'Agcom ha quindi richiamato anche le altre emittenti ad un «immediato riequilibrio» prima della chiusura della campagna elettorale.

RICORSI - La Rai ha già annunciato che impugnerà la delibera. Sulla base dei dati dell'Osservatorio di Pavia, che misura i tempi dedicati ai soggetti politici, la Rai rileva infatti che c'è un sostanziale equilibrio nel pieno rispetto delle regole vigenti per le campagne elettorali.
Anche Mediaset ricorrerà al Tar contro il provvedimento Agcom che ha sanzionato il Tg5 in modo «improvviso e ingiustificato», sostiene, contestando uno squilibrio a vantaggio del Pdl. «Il Tg diretto da Clemente Mimun fa dell'equilibrio informativo - afferma Mediaset in una nota - un suo punto di forza, sia nei periodi di campagna elettorale sia nella normale programmazione. Un rispetto dei diritti di tutti evidente anche in questo periodo preelettorale in cui il Tg5 ha dato spazio alla totalità delle 18 forze politiche in competizione, nessuna esclusa. E forse anche per questo il tempo dedicato ai singoli partiti potrebbe risultare frammentato».