3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Silvio Scaglia e Gennaro Mokbel restano in carcere

Riciclaggio, i Legali di Scaglia: faremo ricorso in Cassazione

«Agli atti nessuna prova che giustifichi le esigenze cautelari»

ROMA - «Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il tribunale ha rigettato il riesame: faremo immediatamente ricorso in Cassazione forti dell'innocenza di Scaglia e della non sussistenza dei motivi cautelari». Lo annunciano in una nota i legali di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb ora in carcere nell'ambito dell'inchiesta sulla operazione di riciclaggio. Oggi il tribunale del riesame di Roma ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per Scaglia, emessa dal gip Aldo Morgigni.

Secondo i legali tutta l'accusa si basa sulla supposizione che Silvio Scaglia «non poteva non sapere». «Un concetto molto labile - dicono - che non solo non costituisce una prova, ma dimostra la totale inconsistenza dell'accusa». «La verità - affermano gli avvocati difensori Pier Maria Corso ed Antonio Fiorella - è che l'accusa non ha elementi di alcun tipo, nessun documento, nessuna intercettazione, nessuna dichiarazione concreta su Silvio Scaglia. In sintesi, non ci sono prove o motivazioni oggettive per tenerlo in carcere».

«Una dichiarazione di Zito - affermano gli avvocati - che si vorrebbe indicare sulla stampa come indizio di consapevolezza dell'ex amministratore delegato di Fastweb è, in realtà, mal interpretata e, in ogni modo, in diretto contrasto con altre che escludono radicalmente le accuse a Silvio Scaglia». «Che in azienda si sapesse dell'esistenza di Phuncards o del traffico telefonico è risaputo; tali operazioni - aggiungono - erano reali e contribuivano alla normale crescita dell'azienda: le carte esistevano e il traffico era rilevato regolarmente dai macchinari di Fastweb. Ma, come più volte sostenuto dall'ingegnere - concludono gli avvocati - durante il suo recente interrogatorio, Scaglia esclude nel modo più assoluto che lui stesso, l'alta dirigenza o il consiglio di amministrazione di Fastweb avessero la consapevolezza degli illeciti esistenti dietro tali operazioni».

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