10 luglio 2020
Aggiornato 22:00
L'opposizione insorge

La Rai resta senza talk show: il cda conferma lo stop

I Consiglieri di minoranza: «disegno per spegnere Annozero e Ballarò»

ROMA - Il Consiglio di amministrazione della Rai ha deciso a maggioranza (5 a 4, contrari il presidente Paolo Garimberti e i tre consiglieri di centrosinistra) di confermare lo stop ai talk show politici, e i consiglieri di minoranza accusano: l'inchiesta di Trani dimostra che c'era un «disegno politico» per spegnere la voce di Annozero e Ballarò in campagna elettorale e se possibile anche dopo. Niente adeguamento alle decisioni del Tar del Lazio che ha 'liberato' i talk show sulle emittenti private, accogliendo il ricorso di Sky e La7. Il Cda Rai ha incaricato il direttore generale Mauro Masi «di acquisire al più presto» dalla commissione di Vigilanza «le valutazioni di competenza, cui la Rai dovrà adeguarsi».

Garimberti ha fatto sapere di essere «amareggiato» e che ora «attende fiducioso che dalla Vigilanza si batta rapidamente un colpo». Masi ha scritto al presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, per chiedere l'organismo parlamentare «assuma le eventuali determinazioni rimesse alla sua funzione politica di indirizzo» in merito alla questione dei talk show politici. «Aspetteremo invano una pronuncia della Vigilanza», ha detto Rodolfo de Laurentiis, che con gli altri consiglieri di minoranza Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo ha convocato una conferenza stampa dopo la riunione del Cda. Zavoli, tuttavia, ha convocato per oggi alle 13.30 Masi in Vigilanza, esprimendo rammarico per la delibera del Cda: «Si attendeva una scelta diversa - ha commentato - in ordine all'invito di ripristinare i programmi d'approfondimento nel periodo elettorale, per i quali era già stata ritenuta non obbligata la loro soppressione».

Sui vertici di viale Mazzini si allungano le ombre dell'inchiesta della Procura di Trani sulle presunte pressioni del presidente del Consiglio per la chiusura di Annozero: «Alla luce di quei fatti - ha commentato Rizzo Nervo - non si può non vedere un disegno politico, una consecutio temporum per arrivare ala chiusura di determinate trasmissioni. Lo stesso Vespa è stato usato per difendere il principio, come una sponda per la cancellazione di Santoro e Floris». I tre rappresentanti dell'opposizione hanno chiesto a Masi di comunicare mercoledì prossimo, nel Cda ordinario, «come intende affrontare» le rivelazioni emerse a Trani. De Laurentiis, Rizzo Nervo e Van Straten si attendono che venga avviata un'inchiesta interna e che a questo scopo vengano chieste alla Procura di Trani, compatibilmente con i tempi e le regole dell'indagine penale, le carte sulle intercettazioni per verificare eventuali violazioni «del codice etico o di norme deontologiche, che sono cosa diversa - ha precisato Rizzo Nervo - dai risvolti penali».