3 aprile 2020
Aggiornato 22:00
Inchieste riciclaggio

Di Girolamo: dirigenti TIS e Fastweb sapevano

«Presi 4 milioni di euro, di cui 1,7 sono restati a me, gli altri per un fondo comune per acquisto holding Runa»

ROMA - L'ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo ha detto ai magistrati che dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle sapevano dell'illiceità delle operazioni sulla compravendita di traffico telefonico che avrebbero consentito di accumulare grosse somme di denaro.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie, raccontando dell'interrogatorio dell'ex senatore del Pdl in carcere con l'accusa di avere partecipato al presunto riciclaggio di due miliardi di euro risultante da una truffa ai danni dell'erario italiano.

«C'erano dirigenti all'interno di Fastweb e Telecom Italia Sparkle consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro attraverso il meccanismo della frode dell'Iva», hanno riferito le fonti citando quanto detto da Di Girolamo.

Poi le ammissioni sul suo compenso personale, che si aggirava intorno ad 1,7 milioni di euro per il «lavoro» reso al «gruppo Mokbel». Di Girolamo ricevette circa 200 mila euro per l'operazione 'Phuncard', «pur non avendo preso parte attiva all'operazione - afferma - di cui però ero a piena conoscenza», e altri 4 milioni per l'operazione 'Traffico telefonico'. «In realtà - precisa l'ex senatore - secondo la decisione di Gennaro Mokbel di tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni in una Holding costituita a Singapore, la società contenitrice Runa, la somma di 2,5 milioni. Mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di 1,5 milioni che mi è pervenuta sulla società Gis».

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