27 luglio 2021
Aggiornato 01:30
Elezioni regionali 2010

Il valore di una filiera agricola tutta pugliese

Coldiretti Puglia ha incontrato 3 candidati alla Presidenza della Regione Puglia

ROMA - Il Documento proposto alle formazioni ed a coloro che si candidano a condurre, come governo ma anche come opposizione, le sorti della Regione Puglia per i prossimi cinque anni, prosegue il discorso aperto in occasione della mobilitazione di luglio dello scorso anno, in cui veniva illustrato il progetto e sancito il valore di una filiera Agricola tutta Italiana e, soprattutto, pugliese.

Forte la progettualità di Coldiretti Puglia che, a seguito della pubblicazione del Bando del PSR, riferito alla prima fase di selezione dei Progetti Integrati di Filiera, ad oggi, ha già promosso la formulazione di 10 proposte, a valere sui diversi comparti, per un totale degli investimenti che esorbita i 200 milioni di euro, con il coinvolgimento di oltre 700 soggetti, fra imprese individuali ed in forma associata, sia agricole che di trasformazione agroalimentare.
Ai tre candidati alla Presidenza della Regione Puglia (Michele Rizzi ha dato forfait all’ultimo minuto), Coldiretti Puglia chiede che venga data attuazione ai seguenti provvedimenti.

L’iter di approvazione della legge di riordino dei Consorzi di Bonifica, già all’attenzione del Consiglio Regionale, e più volte avviato, deve necessariamente trovare definizione nelle primissime sedute del nuovo Consiglio Regionale. E’ già all’esame delle commissioni consiliari la nuova «Disciplina dell’Agriturismo», legge che finalmente regolamenterebbe una materia, il cui riferimento risulta essere la L.R.34/85 ormai obsoleta, anche per l’avvenuta emanazione della nuova legge quadro nazionale. Medesimo discorso è proponibile per la Legge sulla Zootecnia, per la formulazione del cui DdL, l’Assessorato ha già esperito la fase concertativa con le rappresentanze di categoria. Sulla strada della implementazione del Sistema di Semplificazione degli adempimenti amministrativi dei procedimenti che interessano soggetti che esercitano l’attività agricola, è necessario completare il quadro di sussidiarietà orizzontale e di semplificazione, così come già sancito dal D.Lgs. 99 del 2004. Vi è, infine, un argomento assurto alla ribalta negli ultimi giorni: lo stop alla moratoria, da parte della Commissione Europea, sulle coltivazioni di Organismi Geneticamente Modificati. Sulla base dell’ultima, ormai tradizionale, indagine annuale Coldiretti-SWG, il 72% degli italiani ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. La Regione Puglia deve ribadire e rafforzare la propria posizione di assoluta contrarietà all’adozione di tali coltivazioni ed alla commercializzazione di OGM sul territorio regionale, già sostanziatasi con l’emanazione di una legge, la n. 26 del 4 dicembre 2003, difesa da un cartello di 18 Organizzazioni, coordinato da Coldiretti, anche dinanzi alla Corte Costituzionale.

NICHI VENDOLA – «I prossimi 5 anni saranno decisivi per il destino del settore agroalimentare regionale. Abbiamo lavorato sul fronte della promozione dell’idea di sistema per aiutare le imprese agricole a confrontarsi con un mercato globale spesso senza regole, a causa del quale rischiano di divenire lillipuziane. Il cambiamento è l’unica chiave per continuare a vivere e per questo è stato determinante il lavoro sulle filiere e la costituzione dei distretti produttivi per costruire una anagrafe sociale reale. Uno strumento ulteriore è proprio il PSR (Programma di Sviluppo Rurale) che può aiutare anche lungo il percorso della conversione dei modelli produttivi. Entro il 2010 il Mediterraneo diverrà area di libero scambio e a questo proposito andrà creata una cabina di regia dei controlli che dovranno essere regionali, interregionali e nazionali. Così come i rapporti tra l’agricoltura pugliese e la Grande Distribuzione Organizzata non dovranno più essere occasionali, evitando così la colonizzazione dei nostri territori».

ROCCO PALESE – «Il Presidente uscente non può addebitare all’ostruzionismo dell’opposizione la colpa di non aver approvato provvedimenti di legge importanti per il settore agricolo pugliese. Servivano 47 voti e se avessero voluto i 47 voti li avrebbero messi insieme. Così come sono fermi in un cassetto 3 milioni di euro che non sono stati spesi per dare piena attuazione al Programma di Sviluppo Rurale e sono stati spesi solo 3 milioni di euro su 63 per l’agroalimentare. La legge di riforma dei Consorzi di Bonifica non è mai arrivata in Consiglio a causa della spaccatura esistente tra Rifondazione Comunista e il gruppo dei DS. Servono nuove strategie in favore degli imprenditori agricoli pugliesi che chiedono maggiore attenzione e che gli strumenti e le risorse finanziarie vengano realmente messe a loro disposizione».

ADRIANA POLI BORTONE – «Sicuramente il tema delle risorse non spese è importante, pur dovendo intervenire in termini strutturali sulle questioni che attanagliano l’agricoltura pugliese. Basta con la normativa manifesto e le leggi regionali a costo zero che sono enunciazioni di principio pur validissime, ma che restano inapplicabili. La legge regionale n. 38 (per il sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali) è rimasta lettera morta perché non è stata prevista alcuna copertura finanziaria. Rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata, mi disturba chi viene da fuori, ha sede legale fuori, paga le sue tasse fuori, pur rastrellando risorse sul nostro territorio. Tanto grandi sono le strutture della GDO, quanto grandi sono stati i benefici e le concessioni non solo garantite dall’ultima giunta, ma anche dalla penultima, dalla terz’ultima…..E’ necessario circoscrivere un luogo continuo di concertazione e per questo vogliamo attivare il Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro, dove le organizzazioni agricole possano portare il proprio contributo e assolvere al proprio ruolo di sentinella e osservatorio privilegiato sul territorio».