19 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Il caso Di Girolamo

Senato: su decadenza la decisione spetta all'Aula

«Ci siamo già espressi, non abbiamo cambiato idea». Il presidente Schifani: «Sulle intercettazioni urge un limite»

ROMA - La decisione sulla decadenza da senatore di Nicola Di Girolamo spetta all'aula del Senato e non alla Giunta per le autorizzazioni a procedere, il cui orientamento «è stato espresso nell'ottobre 2008 e tale è rimasto». E' quanto è stato deciso nell'ufficio di presidenza dell'organismo presieduto da Marco Follini che si è riunito stamane, dopo la lettera nella quale il presidente del Senato Renato Schifani chiedeva di valutare nuovamente, alla luce dei «nuovi elementi», la «dubbia» elezione di Di Girolamo.

Il presidente della giunta, Marco Follini, ha spiegato ai giornalisti che «risponderò con una lettera al presidente del Senato, non è un segreto di Stato ma è più corretto scrivere prima a lui». Comunque a chi gli chiedeva se la decisione sulla decadenza di Di Girolamo spettasse all'aula, Follini ha risposto senza incertezze: «Sì».
Detto questo, la giunta vuole invece «procedere speditamente» sulla questione dell'autorizzazione all'arresto e martedì ci sarà una nuova audizione di Di Girolamo. Pochi giorni fa la giunta ha deciso di dire l'ultima parola sulla vicenda dell'arresto entro la fine della prossima settimana «al più tardi giovedì».

«Urge regolamentare le intercettazioni» - E' urgente intervenire sulla normativa che regola la pubblicazione delle intercettazioni e «porre un limite o addirittura un divieto a questo scriteriato regime di pubblicazione». E' l'invito del presidente del Senato Renato Schifani, per il quale «i tempi sono maturi perchè ad aprile il Senato si occupi definitivamente di questo argomento».
Schifani ricorda che «a giugno chiesi una moratoria a tutti i partiti perchè riflettessero in Senato per trovare un punto di mediazione. E' passato del tempo e ormai la vicenda della pubblicazione senza limiti di intercettazioni che toccano la vita privata di persone non coinvolte e che a volte violano il segreto istruttorio, è sotto gli occhi di tutti».