Berlusconi «blinda» Letta: fiducia in lui, merita il Quirinale
Tutta la vicenda è seguita con attenzione e preoccupazione dal Colle, in gioco la credibilità delle istituzioni
ROMA - Accanto a lui in mattinata all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola ufficiali dei Carabinieri. E poi dopo, presente al pranzo con Fini e - ovviamente - alla cerimonia per l'anniversario dei Patti lateranensi. Sicuramente è un caso, ma proprio nel giorno in cui sui giornali si comincia ad associare il suo nome ad alcuni aspetti dell'inchiesta sul G8, «il dottor Letta» è presente come mai accanto a Silvio Berlusconi. Immagine plastica di una blindatura che il presidente del Consiglio disegna anche a parole con una nettezza che non può dare adito a dubbi: «Piena fiducia in lui».
Già ieri sera, cenando con alcuni senatori, il Cavaliere era tornato a tessere le lodi del suo sottosegretario, rilanciando l'ipotesi di una sua candidatura al Quirinale. «La presidenza della Repubblica - è il suo pensiero - è un posto per chi ha dato tanto, è un posto per Letta». Poi la lettura dei giornali e quegli accenni a una tempesta che potrebbe essere in arrivo, lo hanno convinto a ribadire ancora più chiaramente che il suo braccio destro non si tocca. «Sembra quasi - ha spiegato Berlusconi in un'intervista - che sia un peccato darsi da fare. Se c'è qualcuno di veramente straordinario sul piano dell'operosità, qualcuno che opera per il bene comune è proprio il dottor Letta». Quindi quello che scrivono i giornali non è null'altro se non «dimostrazione di inciviltà e barbarie» di cui non si deve «assolutamente tenere conto».
Ne tiene conto, eccome, invece Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei valori, infatti, punta il dito proprio sulle presunte responsabilità del sottosegretario. «Fossi in Berlusconi - dichiara - mi preoccuperei del ruolo che Letta ha avuto nella gestione di Bertolaso e della Protezione civile prima di candidarlo alla presidenza della Repubblica». Preferisce invece commentare con ironia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Di presidente - replica - ne abbiamo uno splendido, ci va bene quello che c'è».
E tutta la vicenda è seguita con attenzione e preoccupazione dal Quirinale che teme un'ulteriore delegittimazione e perdita di credibilità da parte delle istituzioni, anche quelle, come la Protezione civile, che sono «sul campo» e vicine alle persone nei momenti di emergenza.
Tutto, per il Colle, deve essere chiarito rispettando il lavoro della magistratura e i diritti soggettivi di ogni persona. Le voci su un possibile coinvolgimento di Letta, definite barbarie dallo stesso Berlusconi, sono una fonte di preoccupazione in più anche perché il sottosegretario ha sempre rappresentato un canale di comunicazione, prezioso soprattutto nei momenti di tensione fra il presidente Napolitano e il Cavaliere, tra Palazzo Chigi e il Quirinale.