28 maggio 2020
Aggiornato 20:30

Detenuto rom vince una causa ma non può incassare

Per le banche è «un cliente indesiderato», non può aprire conto corrente

ROMA - Prima di essere arrestato per reati contro il patrimonio aveva intentato e vinto una causa per infortunio contro l'Ater. Ora, però, non può riscuotere il risarcimento di oltre 400.000 euro accordato dal giudice, perché nessuna banca ha permesso l'apertura del conto corrente dove far accreditare tali fondi giudicandolo «cliente indesiderato».

La denuncia è del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Il protagonista della vicenda è un cittadino italiano di origine rom, attualmente detenuto nel carcere di Viterbo, dove è stato da poco trasferito da quello di Velletri, con un fine pena fissato entro la fine di quest'anno. Circa otto anni fa l'uomo, conduttore di un appartamento di proprietà dell'Ater, era caduto all'interno dell'abitazione ed aveva intentato causa per i danni fisici subiti. Al termine del procedimento giudiziario il Giudice ha riconosciuto, in suo favore, un risarcimento danni di oltre 400.000 euro che la controparte è pronta a pagare con un bonifico sul c/c bancario del danneggiato.

Ma da mesi, dopo che un notaio si era recato in carcere per far firmare al detenuto una procura per l'apertura di un conto corrente a suo nome, l'avvocato difensore dell'uomo ha contattato le filiali territoriali di diverse banche. Ma tutte, anche per iscritto come la Unicredit, hanno fatto capire che il detenuto era un cliente «indesiderabile» ed hanno rifiutato l'apertura del conto.

Marroni definisce quella che sta vivendo questa persona una «vicenda kafkiana. Prima di finire in carcere quest'uomo si era rivolto alla giustizia per un abuso evidentemente subito. La sentenza in suo favore è, fino a questo momento, rimasta sulla carta perché un autorevole settore della nostra società, il sistema creditizio, ha deciso che quest'uomo è un cittadino diverso dagli altri. Per questi motivi - dice - ho chiesto ai miei uffici di acquisire la documentazione degli istituti di credito che hanno rifiutato l'apertura del conto corrente per segnalarle sia all'Abi che alla Banca d'Italia».

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