10 luglio 2020
Aggiornato 20:30
Par condicio

Bersani: rivedere la decisiona sui talk-show politici

Lo chiede il Segretario del PD: «nulla impedisce di aprire finestre per tutti»

ROMA - La scelta di proibire i talk-show politici durante la campagna elettorale per le regionali va «rivista», perché limita la «libertà». Lo chiede il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che, conversando con i giornalisti, distingue le richieste dei Radicali dalla decisione della maggioranza.

«Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, - sottolinea - la preoccupazione dei Radicali è storica: vedere garantito l'accesso a tutti. Quella del centrodestra è una preoccupazione altrettanto... storica, la preoccupazione di chi vuole ovattare la realtà e nascondere i problemi».

«La decisione di ieri (della Vigilanza, ndr) va rivista - aggiunge - perché tocca profondamente la libertà. Peraltro, non vedo impedimento alcuno tra il mantenimento delle trasmissioni di approfondimento giornalistico, affidate alla responsabilità dei conduttori e all'osservazione della Vigilanza, e l'apertura nel palinsesto di 'finestre' elettorali che mettano tutte le forze in parità di condizione. Chiedo che questa decisione vena rapidamente riconsiderata».

Nella notte, la commissione di Vigilanza Rai ha dato il via libera al regolamento per la par condicio in tv in vista delle regionali del 28 e 29 marzo; fra l'altro, ha decretato lo stop ai programmi di approfondimento nell'ultimo mese di campagna elettorale (come Porta a Porta, Ballarò, Annozero, In mezz'ora). La norma è passata con i voti del centrodestra e del relatore, il radicale Marco Beltrandi, e con la decisa opposizione del Pd, che ha abbandonato i lavori. I talk show politici con ogni probabilità non verranno cancellati ma sostituiti, in rispetto della norma approvata in Vigilanza, da tribune elettorali organizzate secondo una rigida ripartizione paritaria tra tutti i soggetti politici.