14 luglio 2020
Aggiornato 01:00

Cure palliative: legge necessaria per rispetto dignità

Lo dichiara la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli, capogruppo in Commissione sanità a Palazzo Madama

ROMA - «Sconfiggere il dolore quando questo rischia di rubare la dignità, ricevere aiuto e sostegno nella fase finale della vita, non essere abbandonati, avere accanto a sé la famiglia nel momento della morte, sono diritti umani e sociali, sono bisogni che una società moderna, attenta alle persone, dovrebbe soddisfare. Purtroppo il nostro Paese sconta un forte ritardo, sia per quanto riguarda la cura del dolore sia per le cure e il sostegno nel fine vita. Per questo l'approvazione di una legge che incide sulla vita delle persone e sul loro diritto di esseri umani è un grosso passo in avanti, che consente al nostro Paese di allinearsi agli standard proposti a livello europeo per ciò che riguarda questo genere di cure».

Lo dichiara la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli, capogruppo in Commissione sanità a Palazzo Madama, che sottolinea l'importanza «di una ampia e convinta collaborazione tra maggioranza e opposizione su un tema di grande importanza».

«Il nostro Paese - ha spiegato la parlamentare - potrà dotarsi, una volta approvata la legge sulle cure palliative, di una rete tra organizzazioni, istituti di ricerca e altri soggetti operanti nel settore che potrà rendere uniforme la distribuzione di questi servizi».

Aggiungendo però che: «rimangono aperti alcuni punti che speriamo possano essere accolti: il riconoscimento dell'attivita' svolta dai medici palliativisti, che sono stati innovatori e costruttori, insieme ad altre figure mediche ed infermieristiche, della rete, qualificata seppure ancora insufficiente, presente sul nostro territorio; nonché la questione della semplificazione nell'accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore severo».

La senatrice Bassoli ha infine sottolineato il ruolo importante e insostituibile svolto dalle tante associazioni di volontariato «spesso prive di risorse e operanti nell'assoluta indifferenza, che hanno svolto un'assistenza ai malati terminali, anche a domicilio quando questi malati non potevano accedere alle cure ospedaliere, con grande spirito di sacrificio e grande capacità umana».