29 luglio 2021
Aggiornato 17:00
Cronaca. Caso Cucchi

Le fratture alle vertebre di Stefano Cucchi causate da colpi esterni

Lo dice l'avvocato della Famiglia. La perizia dei consulenti di parte: «lesioni importanti incompatibili con la caduta»

ROMA - Due fratture importanti, incompatibili con una caduta e causate da colpi esterni: sono queste le conclusioni della perizia dei consulenti della famiglia Cucchi sul corpo del geometra 31enne deceduto il 22 ottobre nel reparto protetto del Pertini, sei giorni dopo il suo arresto per detenzione di droga. Per quella morte sono sei gli indagati, tre agenti della penitenziaria per omicidio preterintenzionale, tre medici del Pertini per omicidio colposo.

Il suo corpo è stato riesumato, due gli incidenti probatori per capire cosa è successo, e ora le ultima novità della perizia dei tre consulenti della famiglia Cucchi, guidati dal professor Vittorio Fineschi, direttore dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Foggia, e un dei massimi esperti di medica legale, «delineano un quadro coerente», spiega al telefono Fabio Anselmo, l'avvocato della famiglia Cucchi.

«Sul corpo di Stefano Cucchi - sottolinea Anselmo - sono state riscontrate due vertebre rotte, L1 e L3, si tratta di fratture importanti che dicono due cose: innanzitutto non sono contigue, vicine quindi, secondo i nostri consulenti, che si possano rompere così in una caduta, al di là della causa della eventuale caduta, è praticamente impossibile».

Il secondo punto è altrettanto importante: «Soprattutto la frattura alla vertebra L3 è particolare, perchè come tale, per la sua posizione, fa escludere una caduta ma indica un colpo, un trauma diretto inferto dall'esterno».

Stasera i consulenti consegneranno una relazione sulla loro perizia e - annuncia il legale - i suoi risultati saranno pubblicati sul blog di Cucchi.