6 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Politica & Giustizia

La Commissione del Csm «boccia» il ddl processo breve

50 pagine di relazione «tecnica» per dire che ddl non va bene «il Ddl è incostituzionale, viola il principio dell'uguaglianza»

ROMA - Secondo quanto si apprende, la sesta commissione del Csm ha approvato a maggioranza (tutti favorevoli tranne il consigliere laico del centrodestra Gianfranco Anedda) questa sera il parere sul Ddl relativo al processo breve. Cinquanta pagine in tutto con la disamina oggettiva dei dati raccolti in audizione dalla commissione e «profonde critiche» alla norma, valutata, secondo fonti di palazzo dei Marescialli, in base ai dettami della Costituzione e anche di norme sovranazionali. Il parere verrà discusso e votato durante un plenum straordinario lunedì mattina.

LE MOTIVAZIONI - Secondo i giudici il ddl (primo firmatario Maurizio Gasparri) viola almeno tre principi costituzionali: l'obbligatorietà dell'azione penale, il giusto processo e soprattutto l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Tutto questo non solo perché ponendo termini perentori alla conclusione del processo impedisce che nei casi più complessi si possa arrivare all'accertamento delle responsabilità, ma anche perché crea disparità di trattamento irragionevoli, escludendo dalla nuova disciplina alcuni reati e i recidivi.

PROCESSI CANCELLATI - Quanto al numero dei processi che saranno cancellati, il Csm smentisce le rosee previsioni di Alfano («Andrà in prescrizione solo l'1% dei processi pendenti»), sulla base dei dati raccolti nelle audizioni dei procuratori e dei presidenti dei tribunali dei principali distretti giudiziaria: i processi che finiranno nel nulla vanno da un minimo del 10 a un massimo del 60%.

PD: RITIRINO IL DDL - Il Pd chiede a questo punto l'intervento del ministro della Giustizia. «Alfano ascolti almeno il Csm è convinca la maggioranza che lo sostiene a ritirare un provvedimento viziato da incostituzionalità che fa male all'intero sistema giustizia» ha dichiarato la capogruppo nella commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti.